“It’s not the real:
the real one’s in your head,
beyond control,
the true one cuts you dead.
It’s a real fight.
It’s a war…”
È stato un autentico colpo di fulmine: l’ho trovato! Eccolo, finalmente! È così simile a me da poter quasi dire che quell’uomo sullo schermo sono io, sono proprio io. Quel volto impassibile e quella reticenza mi appartengono. E anche quel congetturare e temere e fare sempre un passo in meno e infine saltare l’ultimo ostacolo, quando ormai è troppo tardi o troppo pericoloso. E quella consapevolezza che certe cose comportano delle conseguenze pericolose. E questo fato beffardo, che si avventa sempre alle spalle, a guastare quel poco di buono che si riesce a raccattare. E quella capacità di cogliere ogni segnale e il notomizzare la realtà, dissezionandone ogni particolare e interpretandolo, leggendolo come gli altri non si danno la pena di fare, perché sono troppo impegnati a compiacersi del macroscopico per notare il minuscolo soggiacente. Invece, “i timidi notano tutto ma sono molto bravi a non farsene accorgere…”.
È perfetto. Armonioso. Emozionante. È lui. È il mio film preferito, ma non vi svelerò qual è. È un piacere che bisogna meritarsi. E so che c’è qualcuno, tra coloro che leggono questo blog, che non se lo merita. Perché la bellezza non è per tutti e chi è abituato a tagliare ogni cosa con l’accetta non è all’altezza delle sfumature, ma solo della violenza dei colori saturi. Altrimenti, sarebbe come regalare perle ai porci…
Listening to:
Scary World Theory – Lali Puna
P.S. A ogni modo, gli indizi ci sono e sono abbastanza “pesanti”, per cui non è poi così complicato capire quale sia questo “fantomatico” film.
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