Dallo scorso weekend è emersa una cosa che già sospettavo, ma che adesso è un’assoluta certezza: non potrei mai vivere in campagna. Il breve soggiorno sulla collina pavese mi è servito a confermare il fatto che la vita bucolica proprio non fa per me. Non che i miei zii non si siano prodigati al loro meglio per mettermi a mio agio, farmi mangiare squisitezze – come lo gnocco fritto, che non potrò mai dimenticare! – e “scarrozzarmi” in giro per farmi vedere quanto di interessante c’è dalle loro parti, anzi; il fatto è che la campagna, per quanto bella e rilassante possa essere, porta con sé degli spiacevoli, (almeno per me), rovesci della medaglia.
Immaginatevi un posto in cui basta aprire una finestra per dieci minuti e dozzine di ragni, millepiedi, lombrichi, vermi, zanzare e quant’altro si infilano in casa e, (ancora peggio), ognuno di essi è 5 o 6 volte più grande di quelli che si vedono in città. Ho passato momenti di autentico terrore, soprattutto la sera, quando salivo in mansarda per andare a dormire e scoprivo un “simpatico” comitato di accoglienza composto sempre da almeno 3 o 4 ragni. Se si calcola il fatto che il ragno è l’unico insetto a farmi davvero paura (sì, perché il mio sentimento nei suoi confronti è una cosa che va oltre il semplice ribrezzo), ecco che avrete un’idea di cosa abbia significato per me dormire per 3 notti in compagnia di questi esseri. Dormire, poi, è una parola fuori luogo in questo caso: venerdì notte avrò chiuso occhio per mezz’ora al massimo…
Non credevo che l’avrei mai detto, ma sono STRAFELICE di essere tornata al convitto!
Listening to:
Little wing – Jimi Hendrix
Lascia un commento