Se avessi due vite, una potrei tranquillamente usarla per osservare ed imparare come ci si muove nel mondo, e nell’altra potrei dedicarmi a mettere in pratica tutte le cose apprese nella precedente. Come se la prima fosse la prova generale della seconda. Potrei procedere per tentativi assegnandomi un nuovo compito ogni giorno e vedendo se sono capace di portarlo a termine in maniera adeguata. Potrei esercitarmi. Arriverei ben preparata e imbottita contro gli urti della vita, saprei cosa fare, come e quando, saprei camminare a testa alta, riuscirei a sentirmi incredibilmente leggera, a ridere delle contrarietà quotidiane, sarei in grado di affrontare le situazioni critiche, di organizzarmi, di pianificare e di prevedere gli eventi. Ma, sfortunatamente, la vita è una chance unica e irripetibile, non esiste il “soddisfatti o rimborsati”, e il mio mantenermi ai margini a guardare e non partecipare, la mia timidezza, le mie paure, non fanno altro che trasformarla in un colossale e sacrilego spreco che mi fa sentire disperatamente colpevole e senza possibilità di espiazione…
Listening to:
The other side – David Gray
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