Per la seconda volta nel giro di dieci mesi sto impacchettando una bella fetta della mia vita per trasferirla da un’altra parte. E’ impressionante quanta roba che neppure credevo di avere salti fuori da cassetti e armadio, quante cianfrusaglie delle quali mi sono riempita nel corso dei mesi cerchino disperatamente di trovare un posto negli scatoloni. E, per ogni cosa che viene fuori c’è un aneddoto, un ricordo e solitamente uno scontrino, perché non li butto via quasi mai.
E’ triste ed allo stesso tempo curioso pensare che una robusta porzione di un’esistenza possa essere contenuta in meno di una decina di pacchi. Non solo, è anche spaventoso per certi versi. Adesso posso vedere in un angolo della mia camera cosa rimarrebbe effettivamente di me se scomparissi, cosa mi sopravviverebbe: un mucchio di stupidaggini. Vecchie carte inutili, riviste mai finite di leggere per mancanza di tempo, qualche libro, un po’ di Cd e Dvd, una montagna di vestiti (probabilmente troppi per una persona sola), centinaia di pagine ricoperte della mia grafia disordinata e confusa, alcune paia di scarpe…tutto qui. E cos’altro? Davvero non saprei. Pensandoci oziosamente in questa serata d’estate mi pare di non aver concluso molto nella vita, di non aver impresso nessun segno evidente nel mio ambiente. Non credo che molti mi rimpiangerebbero, né che mi piangerebbero. Gli inconsolabili si potrebbero contare sulle dita delle mani e sarebbero quelli classici: genitori, fratelli, nonni e pochi amici. Sono una presenza incolore. Passo e non lascio traccia. Forse la definizione che mi si attaglia meglio è che sono una persona della quale ci si può dimenticare con facilità…
Listening to:
Com’è profondo il mare – Tiromancino
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