Questo paese è un gigantesco campo da gioco, teatro mutevole di un nascondino infinito. Ho finito di contare da tanto, e da troppo vago e sposto massi ed apro porte e cerco in angoli bui e dietro tende e muretti, ma non riesco a trovare. Il gioco mi ha stancata, arranco, mi trascino. Ho visto il sole tramontare e sorgere e poi di nuovo tramontare e poi di nuovo sorgere, centinaia di volte. E mai nessuno è venuto a richiamarmi, a dire «La cena è pronta, torna a casa, basta giocare!».
In fin dei conti la verità è che non ho nessuna voglia di abbandonare il campo, che ho bisogno di continuare a giocare senza sosta, perché non riesco a smettere di coltivare una fragile speranza di riuscire prima o poi a trovare. E il tempo non mi manca, almeno credo.
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Suggestionabili – Paolo Benvegnù
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