“Le cose che ti cambiano
tornano e tagliano
come le lame più affilate delle spade
bucano e non sbagliano…”
Il metronomo ubriaco degli anni che passano. Pause lunghe e pause brevissime si alternano. Nuovi assalti e momenti di quiescenza. Sempre nel frangente meno adatto, ché i ricordi non conoscono cosa sia l’opportunità. E scavano il petto come un’immensa, famelica forchetta.
Il muro bianco che mi osserva mi rende ancora più pallida, per riflesso e per soggezione. Sembra uno specchio. Questa stanza è soffocante. Amplifica a dismisura l’eco del vuoto. Mi siedo e osservo la desolazione e percepisco cose che so già, alle quali, però, mi pare impossibile arrendersi e, tuttavia, sarebbe sacrilego rinnegarle. E rimango in silenzio…
Il muro bianco che mi osserva mi rende ancora più pallida, per riflesso e per soggezione. Sembra uno specchio. Questa stanza è soffocante. Amplifica a dismisura l’eco del vuoto. Mi siedo e osservo la desolazione e percepisco cose che so già, alle quali, però, mi pare impossibile arrendersi e, tuttavia, sarebbe sacrilego rinnegarle. E rimango in silenzio…
“Per sentire il silenzio degli anni che ho scelto di vivere…”
Listening to:
La distanza (Tiromancino) & Se potessi incontrarti ancora (Riccardo Sinigallia)
La distanza (Tiromancino) & Se potessi incontrarti ancora (Riccardo Sinigallia)
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