Sei cresciuta quando ti accorgi che per strada guardi i ragazzi in blazer blu e camicia, invece di quelli trasandati e “alternativi” che ti facevano girare la testa fino a qualche tempo prima. È come se avessi sviluppato un istinto che ti suggerisce che i secondi, se dimostrano un’età di poco superiore alla tua, devono essere degli universitari falliti (o quantomeno molto lenti), mentre i primi sono giovani lavoratori che si stanno facendo strada nella vita e quindi soggetti molto più affidabili.
Quando ti rendi conto di questo attraversi un momento di smarrimento: possibile che io sia già così vecchia da giudicare un uomo solo per la stabilità che eventualmente sarebbe in grado di garantirmi? Ma il mio orologio biologico è impazzito o cosa?
Sì, ti senti inquieta, soprattutto perché non hai la minima intenzione di accasarti entro un numero di anni inferiore al lustro e invece, inconsciamente, inizi a focalizzarti su quegli aspetti considerati chiave da ogni donna che voglia costruire un nido solido per la propria prole futura. Ma, in realtà, non c’è da farsi prendere dal panico: subire il fascino dell’uomo in blazer non significa automaticamente essere diventata tutto a un tratto venale e materialista, né essere sull’orlo di una prematura crisi di delirio-da-paura-di-rimanere-zitella. Perché, ricorda: ci sono diversi livelli di uomo in blazer prima di arrivare al baratro del Briatore di periferia.
Il primo livello (quello al quale mi colloco io per il momento) è popolato da quei ragazzi tra i venticinque e i trenta, probabilmente al primo impiego, probabilmente praticanti avvocati o qualcosa del genere, con stipendi poco pingui, ma l’obbligo di presentarsi sul luogo di lavoro in abbigliamento formale. Sono giovani per lo più poco spocchiosi, di quelli che portano le sneakers sotto il completo rigoroso e, se hanno una cravatta, ne hanno una di quelle scure e sottili, che indossano con il nodo un po’ allentato. Spesso li vedi andare al lavoro in bici (e a volte li incroci ai semafori e alcuni sono tanto carini che vorresti buttarti sotto alle loro ruote, così, se non muori nell’impatto, magari riesci a farti notare…). Niente chiome lunghe da seduttore consumato e niente abbronzatura fasulla e arancione per il momento, quelle arrivano ai livelli successivi.
Al secondo livello non sono più ragazzi. Gli anni sono tra i trentacinque e i quarantacinque e c’è già il macchinone, le cravatte si sono fatte più larghe e di colori brillanti: arancio, viola, giallo, blu elettrico. Il vestito da blu/grigio diventa gessato e il modello di stile dichiarato è Lapo Elkann. Ma, nonostante tutto, non hanno il coraggio di osare le sue orride camicie colorate con colletto e polsini bianchi, ed è già qualcosa.
L’ultimo livello, quello senza possibilità di redenzione, prescinde già dalla giacca, perché non ha bisogno di usare questo simbolo per ostentare una posizione sociale. Questo è il livello di quei cinquantenni (e più) in pantaloni ocra o rossi, giacca sportiva (tipo i bomber raccapriccianti di camoscio o renna), Hogan, Aviator e Rolex d’ordinanza. Hanno solitamente una bella stempiatura, ma quelle poche ciocche che per il momento restano ancora tenacemente attaccate al cuoio capelluto sono lasciate lunghe e svolazzanti. Non portano cravatte e i primi bottoni della camicia sono sempre aperti, per lo più con il fine non occulto di mostrare terribili collanine. Insomma, come detto prima, sono dei piccoli “wannabe Briatore”.
Se ti giri a guardare quelli del primo e, fino ad un certo punto (ma mai prima dei trenta abbondanti, però, eh!), quelli del secondo livello, non credo che sia il caso di drammatizzare. Però, se arrivi al terzo livello, devi seriamente riconsiderare l’opinione che hai di te stessa ed eventualmente contattare un esorcista con un bel po’ di pelo sullo stomaco…
E comunque – sappilo! – tutti questi uomini stanno con donne bionde o giù di lì, magre ma formose, invisibilmente (e impeccabilmente) truccate e senza alcun difetto apparente. Quelle donne “odiose”, sempre coi capelli perfetti e le scarpe “giuste”. Quelle, per intenderci, che poi quando si sposano fanno quei bei bimbi biondi coi ricci, ma non con quei boccoli disordinati e crespi che solitamente hanno i bambini! No, quelli ce li hanno come i puttini delle statue neoclassiche, con quel ricciolino carino proprio sopra le orecchie. Sto parlando esattamente di quelle – ma dài che hai capito! – che possono osare orecchini e bracciali appariscenti senza sembrare grottesche e che sanno stare in equilibrio perfetto su tacchi chilometrici, nonostante i sampietrini e benché dal loro avambraccio penda una borsa (col prezzo a quattro cifre…) talmente piena da raggiungere più di un terzo del loro peso e che, anche quando hanno dei figli ormai alti un metro e cinquanta, dimostrano sempre diciotto/vent’anni. Quelle che tu, per tutti e ciascuno di questi motivi, vorresti uccidere dopo averle accuratamente sfigurate a colpi di machete, onde sfogare la tua invidia e la tua frustrazione per non essere nemmeno lontanamente così.
E visto che non lo sei, mettiti pure il cuore in pace e ricomincia a guardare quelli trasandati e alternativi coi capelli scompigliati, i piercing, i jeans sdruciti e le magliette stinte, ché solo con quelli hai qualche speranza!
E sorridi! Ché, tutto sommato, quella a cui va meglio sei tu.
Listening to:
Gronlandic edit – Of Montreal
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