La stanchezza

È quella consapevolezza amara che ti prende quando capisci di aver sbagliato tutto.

Come quando ti rendi conto che hai sacrificato delle cose importanti per persone che, nonostante ciò che dicano, sostanzialmente non ti tengono mai in alcuna considerazione. Come quei giorni in cui ti sei davvero stufata di sentire sempre nuovi rilanci al rialzo nella continua gara per stabilire chi sia più vessato, chi faccia di più, chi sia la vera vittima di questo mondo crudele e del destino beffardo. Come quando non ti chiedono di fare niente e poi ti rinfacciano di startene con le mani in mano. Come nel momento in cui noti che, ogni volta che puntualizzi qualcosa di sacrosanto, la risposta è sempre che sei troppo polemica. Come la certezza che l’anno scorso la situazione fosse ben peggiore, eppure non c’era tutta questa inspiegabile e fastidiosa frenesia; probabilmente perché tu non eri meritevole di grandi preparativi. Come la rabbia, perché tu ci hai provato – mille volte ci hai provato! – a far notare la tua presenza, ma resti sempre invisibile; e la conseguente rassegnazione, quando non puoi che concludere tristemente che certe persone si lamentano sempre, ma poi amano davvero solo chi fa come gli pare e le tratta “a pesci in faccia”…

E allora può succedere che, una mattina appena prima di Natale, tu prenda la ferma decisione che debba essere l’ultima volta e che andrai per la tua strada. Perché, in fin dei conti, quando hai avuto un problema (anche grave), ti ci sei sempre dovuta misurare da sola, nell’indifferenza generale, e il più delle volte da sola l’hai risolto e, quindi, non hai poi così tanto da perdere.

Listening to:
Applique – Il Genio

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