Mentre un altro anno, l’ennesimo, sgattaiola via velocemente sancendo l’inesorabile avanzare del tempo, e allo stesso tempo centinaia di cose tornano dal passato confondendo i confini di epoche e stagioni, mi chiedo cosa si debba attendere, quale dovrebbe essere il segnale che preannuncerà la disperazione senza rimedio o la felicità così a lungo corteggiata. Vorrei essere preparata, quando arriverà il momento, sia a ricevere un fendente che una carezza e aver costruito una corazza sufficiente perché non mi sopraffaccia l’ebbrezza o il malumore. Perché di picchi e di baratri, di queste altalene vertiginose di ascese e precipizi repentini, ho già fin troppa esperienza e forse non ho più l’età adatta per le sorprese.
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Qualcosa che non cambia il mondo – Pinomarino
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