Il fondo opaco dei tuoi occhi luminosi mi punge da una fotografia nella quale sei rimasto cristallizzato ed è così che, volente o nolente, ti ricorderò e continuerai a vivere come una delle tante costruzioni che la mia mente ha prodotto in tutti questi anni; e ti assomiglierai, ma non sarai più te stesso. E ancora tra un anno, o tra dieci o cento, il posto in cui potrò venirti a cercare sarà sempre uguale e tu sarai immobile e immutato, risparmiato dai calendari che si squadernano sotto gli occhi di noi poveri mortali, mentre il mio specchio dirà di una nuova ruga o del primo capello che incanutisce.
Listening to:
Blue Valentine – Tom Waits
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