Metafisica

Ho sempre amato le riviste di moda. Non quei mensili femminili travestiti come tali, ma in realtà pieni di inutili consigli pratici, stupidi test e diete: mi piacciono le riviste di moda e basta. Vogue soprattutto. Forse è perché sono la nipote di una sarta, oppure perché fino a quattordici anni ho giocato con le Barbie, ma mi emoziona sinceramente vedere come un buon taglio, qualche piccolo artificio e delle cuciture sapienti possano dare struttura a un tessuto, quasi contro ogni legge della fisica, oppure ricreare la fluidità dell’acqua o la consistenza impalpabile di una nuvola. E poi adoro le foto delle modelle, la loro bellezza eterea e senza difetti, quei corpi quasi privi di peso e di volume, che sembrano anche essere estranei alle comuni necessità e ai comuni bisogni. Corpi negati, che paiono solo un pretesto per portare in giro la bellezza, incidentalmente reali, come quelli delle ballerine di Degas: non sono un fine né del tutto un mezzo. In pratica, la rappresentazione a colori e bidimensionale del sogno meraviglioso e irrealizzabile di essere finalmente cavati dall’impaccio di essere umani.

Listening to:
Shooting star – Elliott Smith

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