La prospettiva delle cose cambia in continuazione. A volte sembrano tanto vicine da poterle toccare, altre, invece, appaiono solo come sagome vaghe che si stagliano sullo sfondo. Oggi parevano alla distanza perfetta: né minacciosamente incombenti né spaventosamente lontane. Giuste, da poterle osservare e riuscire a farci l’abitudine a poco a poco, affrettandosi lentamente, com’è necessario che avvenga per me, che non sono per niente brava a gestire le novità.
Listening to:
Effigy – Andrew Bird
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