18 Marzo

Una tarda mattinata di tepore e quiete. Il ritmo lento delle onde, uno sciabordio gentile. Ciottoli grigi e una luce precisa come una lama a rendere ogni tratto più vero del vero.

C’era il sole anche un anno fa, su quel gradino e sulla mia maglietta color petunia. Io mi guardavo i piedi, inguainati nelle ballerine indossate per dire “mi interessa davvero quello che dici, mi piace accontentarti”, e speravo che prima o poi le cose andassero per il verso giusto senza che toccasse a me spingerle, senza che potessi sabotarle con la mia solita stupida paura di tutto. C’era il sole e mi si arrossarono le guance e il collo. Certo non solo per quello.

Sole, tanto, anche stamattina su quella spiaggia e guance rosse, ma stavolta nessuna distanza, nessuna paura.

Listening to:
The state I am in – Belle & Sebastian

Una replica a “18 Marzo”

  1. Avatar
    Anonimo

    Scrivi meravigliosamente, Maria. E' un dono che ti invidio molto. Credo che scrivere sia un po' come fotografare: si puo' imparare la tecnica, ma non si può imparare a metterci l'anima. Tu ci riesci sempre.

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