Anche nelle mattine grigie in cui il vento, assente, non pungola le nuvole, che restano mollemente distese a fare da coperta al sole. O nei pomeriggi di afa, nei quali l’asfalto regala miraggi a buon mercato. O nelle notti senza luna, in cui il buio è spesso come un muro e risveglia solitudini e paure ancestrali. Anche allora il tempo passa, inarrestabile. Un’ora dura sempre sessanta minuti, un minuto sempre sessanta secondi.
L’ineluttabilità del divenire è una certezza precisa come un’incisione chirurgica fatta da mano ferma ed esperta. Una certezza disperante e consolante insieme. Nessun momento felice durerà per sempre, ma neppure il dolore è permanente. Solo il ricordo può tentare di allungarsi, di stirarsi verso il futuro, di trascendere perfino la vita del singolo e abitare altre vite.
Il ricordo partecipa dell’infinito ed è questo a farne al contempo redine e trampolino.
Listening to:
Blue in green – Miles Davis
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