Al di là degli anni di illusioni, spesi ostinatamente ad aspettare invano il clic di un incastro fortunato, di un intervento del destino che avrebbe sistemato ogni cosa in un’armonia lieve e lieta, resta il sapore rugginoso della corrosione che ha intaccato innocenza e speranza, lasciandomi oggi forse più saggia e certamente più vecchia. Resta la paura di non sapere se si possa ripartire, né da dove o come farlo. Ma essere stata capace di trovare in qualche recesso del cuore il coraggio di una scelta dirompente di autonomia, che non pareva lontanamente alla mia portata, incentiva a confidare di non essere del tutto priva di risorse e che, da qualche parte, possano esserci un cammino da aprire e determinazione e audacia sufficienti per l’impresa. E – chissà! – perfino un po’ di fortuna in serbo solo per me.
Listening to:
Don’t be scared – Andrew Bird
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