Eppure, se non potessimo piangere contro le tue orecchie,
non rimarrebbe nulla della nostra speranza.
Un giorno luminoso tornerà la pace tra noi. La carezza della tua misericordia mi raggiungerà, perché avrò smesso di sfuggirla. La macchia di cui mi sono imbrattata – l’unica che per la tua Chiesa (la famiglia da cui oggi mi sento estraniata) è indelebile, l’unica che non ammette resipiscenza, la sola per la quale è proibita l’assoluzione – mi parrà meno pacchianamente oscena e non avrò più vergogna d’inoltrarmi ancora nella penombra fragrante d’incenso della tua casa. Né ti porterò più rancore per avermi tradita, per aver contraccambiato in amarezza e dolore l’offerta della mia obbedienza ai tuoi precetti; ché le tue promesse non sono mai state per questa vita ed è solo mia la colpa d’averne frainteso termini e condizioni.
Quel giorno smetterai di tacere divinamente imperturbabile, osservatore glaciale, ragioniere pedante di premi e punizioni, poiché mi si saranno aperti nuovamente le orecchie e il cuore e avrò ritrovato la facoltà d’udire l’incessante sussurro della tua incondizionata e pietosa onnipresenza.
Listening to:
Solid air – John Martyn
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