Restiamo umani

What passing-bells for these who die as cattle?

No, l’orrore passato subìto non potrà mai giustificare l’orrore odierno inflitto. L’atto di bardarvi di stelle di David all’ONU ha il sapore dell’oltraggio alla memoria dei vostri stessi morti, strumentalizzati senza pudore per rivendicare la licenza d’uccidere.

La pulizia etnica rimane un crimine contro l’umanità, a prescindere da chi ne sia il mandante, e non c’è ragione che possa giustificare massacri di innocenti. La vita è vita: o vale in quanto tale, senza “pesarla” in base a bandiere e confini e religioni e appartenenze; o non vale affatto, quella di nessuno, senza eccezioni. Bombardare case di inermi civili, ospedali e accampamenti di profughi non è una colpa veniale, che ci si può scrollare dalle spalle con nonchalance, adducendo un presunto diritto alla sicurezza. E gli uomini e le donne e gli anziani e i bambini di Gaza, perché non godono del medesimo diritto?

Nulla può assolvere dal delitto infame di tenere un’intera popolazione in ostaggio senz’acqua, né cibo, né forniture mediche e senza alcuna possibilità di trovare salvezza altrove. Basta, secondo voi, l’assenza di vie ferrate e canne fumarie a rendere Gaza diversa da un lager? O, se vi offende di meno, dall’Alesia assediata da Cesare, che tanto abbiamo imparato (giustamente) a esecrare dall’alto della nostra moderna, inclusiva e politicamente corretta civiltà? Come fate a tacitare la coscienza, mentre trattate i palestinesi come Untermenschen? Non vi fa ribrezzo l’idea stessa? Non vi ricorda davvero più nulla questa parola?

Ma perché, poi, stupirmene tanto? In fin dei conti è cosa nota: “La storia non è magistra / di niente che ci riguardi”…

Listening to:
For what it’s worth – Buffalo Springfield

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