L’autunno, finalmente

Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run

T’attendo ogni volta e tu, benché ormai spesso si tratti solo d’una apparizione serotina e fugace, non manchi mai la tua visita annuale. Sei sempre bello, bruno intercalato d’ocra e d’arancio, e odoroso di pioggia e di ponente salino. Arrivi e dispensi generoso i tuoi doni usuali: i brevi tramonti paonazzi novembrini; l’improvvisa conversione del sole di mezzogiorno, che dall’oggi al domani disconosce l’impertinenza estiva e si fa virgineamente pudico; la prima tramontana, che comanda su due piedi finestre serrate e coperte sul letto; la freschezza umida, acidula e croccante delle mele novelle e la pastosa dolcezza affumicata delle caldarroste.

Grazie ai tuoi buoni uffici, anche la gatta abbandona infine l’asettico refrigerio delle piastrelle e torna a bramare il tiepido contatto del corpo contro il corpo. Così, mentre la tazza esala vapore che sa di bergamotto e “Scott 4” cadenza nitido e sinuoso l’atmosfera pomeridiana e Borges ammicca allettante dalla libreria, sebbene esistenzialmente inappagata, per un momento posso concedermi d’assaporare l’essere impeccabilmente lieta.

Listening to:
Duchess – Scott Walker

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