Quam celerrime

[…] the strength and pain
Of being young; that it can’t come again,
But is for others undiminished somewhere.

Ah, che disgrazia invecchiare senza cinismo! Anzi, peggio, senza nemmeno il sano realismo che consiglierebbe di licenziare una volta per tutte e alla svelta, prima di cadere nel ridicolo, le velleità assurde e gli avanzi anacronistici del sentimentalismo adolescenziale.

Ma di realismo a me è sempre piaciuto solo quello magico e a Eboli e Fontamara preferisco di gran lunga Macondo. Così mi rimangono la sensazione molesta d’essere ogni ora più prossima all’andare fuori tempo massimo e la pervicacia disperata di non volermi comunque sottomettere a modesti premi di consolazione.

A essere spietatamente obiettivi, questa pare proprio la ricetta perfetta per sprecare la vita: inseguire il meglio, che è irraggiungibile, a scapito del bene che potrebbe essere a portata di mano. E frattanto che si è impegnati nel culto di questa scempiaggine, vivere isolati come monaci che agognano, in incessante preghiera tra la chiesa e il chiostro e la cella, d’essere eletti un giorno a imbattersi nella mistica delizia e nell’esoterica tortura dell’estasi.

Listening to:
Lycee – Chrisma

Lascia un commento