Bonaccia

Day after day, day after day,
We stuck, nor breath nor motion;
As idle as a painted ship
Upon a painted ocean.

Tanto vale scrivere di questo, piuttosto che continuare a non scrivere. Tanto vale raccontare l’afasia. Non è che manchino i pensieri: è la definizione a difettare. Nell’inerzia di queste settimane di quiete snervante, nella loro impassibile monotonia, i pensieri affiorano vaporosi come nuvole e altrettanto imprecisi nei confini, e non sovvengono le parole che possano digrossarli.

Nel frattempo non s’intravede all’orizzonte cosa possa interrompere l’estenuante agonia di quel che ormai lo spirito ha largamente superato, affinché anche la realtà materiale si metta al passo. Anzi, peggio: i prossimi appuntamenti in agenda hanno il sentore stantio di un passato che pare preistoria, da tanto s’è cambiati.

Invece, a dispetto di tutto, ancora una volta – l’ennesima e certamente non l’ultima – mi ritroverò a contendere alla sovrimpressione di emozioni e considerazioni altrui il diritto di averne di mie e del tutto differenti, perfino antitetiche, e il diritto di non essere invidiosa né triste né frustrata. Ancora una volta sarò costretta a sperimentare il dispiacere d’essere fraintesa e sconosciuta, completamente ignorata in quel che la filosofia definirebbe la mia “singolarità”. Ancora una volta mi toccherà inghiottire la pena di sapere che nell’intimo dà una perfida soddisfazione l’immaginarmi disperata o in difficoltà e che insuccesso e avvilimento sono tutto quel che s’è sempre inconsciamente desiderato per me.

Per farmi coraggio mi ripeto che andrà bene, che questa volta dalle stilettate incassate non potrà scaturire il consueto dolore reattivo, quell’incendio accecante che innesca brusche risposte di cui pentirsi. Non potrà, perché ormai sono più solida e consapevole e anche rassegnata. Eppure resta vivo il timore che i fatti possano smentirmi. E – chissà! – forse tra non molto ci sarà amarezza d’avanzo da sfogare scrivendo qui.

A pensarci, in fondo, la bonaccia persistente degli ultimi tempi non pare poi tanto spiacevole…

Listening to:
I need new eyes – Mount Eerie

Una replica a “Bonaccia”

  1. Avatar METASONÌE
    METASONÌE

    “…fraintesa e sconosciuta, completamente ignorata in quel che la filosofia definirebbe la mia “singolarità…” E in effetti già nella parola sembra iscritta la regola.

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