After all the pretty contrast of life and death
Proves that these opposite things partake of one,
At least that was the theory, when bishops’ books
Resolved the world. We cannot go back to that.
The squirming facts exceed the squamous mind,
If one may say so. And yet relation appears,
A small relation expanding like the shade
Of a cloud on sand, a shape on the side of a hill.
Tutto è kosmos, se a forza di tentativi o per sfacciata fortuna si riesce a trovare il tracciato giusto nella pista cifrata senza numeri che è la vita. Prima d’allora, tutto è caos: una babele di segni, un groviglio di fatti arruffati. L’ordine emerge dalle connessioni che poco a poco si riescono a rintracciare tra cose apparentemente disgiunte e indipendenti le une dalle altre. La decodifica, tuttavia, è possibile solo in retrospettiva, perciò a far la differenza è la prontezza di riflessi di cui s’è dotati: è il tempo di reazione di ciascuno che detta il passo dell’intero processo.
Ah, s’avesse tanta agilità mentale ed emotiva da comprendere gli indizi da una distanza tale da poterla scambiare per il tempo reale, una distanza che consentisse di beneficiare delle persone e situazioni piovute come provvidenziali “ciambelle sul mare”, invece d’abbrancarsi a rottami di naufragi! O si potesse avere, per lo meno, un vademecum che spiegasse come allenare la presenza di spirito, in modo da poter accelerare l’interpretazione del disegno sotteso a quel che in superficie non pare essere altro che stridore e confusione…
Listening to:
Nina + field of cops – Cameron Winter
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