La vita che è stata perduta, all’ultimo, mi si rivolterà contro.
Non esiste felicità senza conseguenze e può capitare che acchiapparla presupponga un costo terribile. Non perché elevato, ché a volte proprio le cose che mandano in rovina sono quelle che è più facile fare d’impulso, senza pensieri e senza controllo, come sonnambuli; ma perché l’idea della gioia e di ciò che essa comporta talvolta può essere un pensiero agghiacciante. Se la pusillanimità o la disciplina pesano più dell’audacia e del rispetto di sé, la contropartita dell’esaudire i propri desideri può apparire un oltraggio nei confronti di quelli altrui. La resa, perciò, può sembrare il male minore, giacché nella scelta tra scontentare o insolentire qualcun altro e deludere le proprie speranze, pare sempre che la seconda opzione sia quella più nobile, quella più innocua.
Ciò, tuttavia, non cancella l’onere della responsabilità, ché la facoltà – meglio, l’imperativo – di render conto del proprio comportamento non si rivolge solo verso l’esterno. Tocca comunque di rispondere e rispondere non solo delle cose dette, fatte, omesse o pensate, appropriandosi di esse e delle loro conseguenze, ma pure di rispondere alle cose, che in retrospettiva se ne stanno lì come scandalose domande a interrogarci sulle ragioni, a chiederci se le abbiamo fatte deliberatamente o per compulsione, se abbiano la natura autonoma del progetto o quella cogente del destino.
Il tradimento nei confronti di se stessi non è un peccato veniale e il male autoinflitto, anche quand’è ispirato da buone intenzioni, non è meno grave di quello che si proietta di fuori: è, anzi, più osceno, più contro natura. E più difficile da redimere, perché come si fa a perdonarsi d’aver rinunciato a quello che avrebbe potuto illuminare la vita, tanto più se la coscienza sa che lo si è fatto per timore e sudditanza? Tra tutti, è questo il tarlo più infaticabile, quello che richiede il tributo più esorbitante, ma lo si comprende sempre a cose fatte d’aver scelto l’alternativa che da ultimo era la meno conveniente e lo si scopre solo nel tempo che si sarà costretti a pagare vita natural durante.
Listening to:
Lover’s spit – Broken Social Scene
Lascia un commento