Chissà se questa quiete che ultimamente mi sabota la scrittura è il segno di un assestamento interiore, della cessata belligeranza tra le istanze dell’accomodamento e della giustizia, della ragionevolezza e della speranza, della logica e del cuore; oppure è solo una prematura avvisaglia della vecchiaia, che tutto annacqua e illanguidisce di pari passo col declinare – tra le altre – della facoltà di sopportare la frizione infiammatoria delle emozioni violente e antinomiche.
Che possa esser vera la prima ipotesi me lo fa pensare il senso di pacificazione che sono giunta a sentire nei confronti del passato recente e remoto, che rende ormai superflua – e perfino quasi indesiderabile – ogni damnatio memoriae cautelativa, così come ogni masochistica rivangatura.
Quel che è stato è stato ed è servito a qualcosa.
Ecco, se c’è un merito che posso riconoscermi, è l’aver imparato a non sprecare alcuna sofferenza, ad ascoltare l’ambasciata di ogni amarezza, anche quando il messaggio è spiacevole. Pazientemente ho smontato ogni illusione che nutrivo riguardo a me stessa e gli alibi di comodo che impedivano di vedere quanto nulla sia mai stato casuale – a eccezione del milieu in cui sono venuta al mondo – o frutto di un perverso accanimento del destino. Il fronte del conflitto è sempre stato tutto interiore, così come lo erano le armate impegnate nel combattimento, e ogni scintilla esterna non era che il pretesto per prolungare inani ostilità.
Assumersi la responsabilità della propria vita è un’investitura dolorosa, eppure rinvigorente, in quanto restituisce il potere congenito al quale s’era inconsciamente abdicato. L’attrazione nei confronti di ciò che è nocivo per se stessi, quell’apparentemente invincibile forza centripeta a cui si pensava di potersi solo abbandonare, è una scelta personale. Non c’è nulla di predestinato nell’incaponirsi a immolarsi sui campi di battaglie inutili e comunque già perse in partenza.
Quando finalmente ce ne si accorge, tutto quel che resta da fare è sventolare bandiera bianca e dirottare i propri sforzi sul perseguimento della pace.
Listening to:
Words lost meaning – The Murder Capital
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