Ci sono parole che si sa di dover scrivere, prima o poi. Appuntamenti indefiniti, che pendono come spade di Damocle in attesa che la gravità induca l’inevitabile. È una certezza quasi banale per quanto è lampante, una necessità non meno incoercibile del bisogno di respirare e che disgraziatamente del respirare non ha l’automatismo.
Riuscire a stanare quelle parole, costringerle a uscire allo scoperto, è un’impresa che esaurisce progressivamente propulsione nello schianto ripetuto contro innumerevoli barriere. La ragione, la decenza, la discrezione, il tempo: tutto è nemico. Eppure non si placa la smania di provare a scovarle, ghermirle e consegnarle al mondo; non perché parlino all’umanità, ma perché arrivino dove debbono arrivare, a una destinazione ignota dalla quale forse si è interdetti. Il dubbio, tuttavia, non è sufficiente a sedare la follia di voler aggirare il possibile – probabile? – divieto, chiamando in soccorso il caso o il destino o qualunque altra cosa possa tornare utile allo scopo.
Listening to:
Transmission – Joy Division
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