Soliloquio

Ricordi? Quand’eri bambina e poi adolescente c’era una sola cosa riguardo al futuro sulla quale non avessi incertezze. E la sapevano anche tutti gli altri, perché a ogni nuova iterazione della domanda, la risposta rimaneva la stessa. E dopo ogni risposta puntualmente ti spettavano le solite smorfie condiscendenti. E tu eri certa che li avresti cancellati dalla faccia di tutti un giorno, quei sorrisetti di sufficienza che tanto t’irritavano, che avresti gloriosamente smentito quelle previsioni che ti parevano nient’altro che iettature. E poi cos’è successo? È successo che le profezie si sono ovviamente avverate, ché gli altri sono sempre stati più realisti e avveduti di te.

T’avessero chiesto a quel punto il perché, avresti giurato appassionatamente d’aver ceduto all’amore, l’elemento della cui potenza ottenebrante scioccamente non avevi mai fatto conto. Chissà se, invece, come i più anche tu non abbia inconsciamente ceduto all’istituzione e alla tradizione, con la speranza che la loro rigidità fosse capace di dare infine stabilità alla tua vita malferma. Chissà che non sia stato perché l’unico posto in cui ti saresti vista ineccepibilmente comoda ormai t’eri rassegnata non fosse destinato a essere mai tuo. E allora ti sei arresa, ché in confronto alla continua attesa, al continuo vacillare appesa a un filo di ragno, quel giaciglio di spine sembrava davvero invitante: era ben addobbato e in fondo assai simile a dove avevi sempre dormito e se c’è una cosa che può abbindolare chiunque, quella è senza dubbio l’abitudine.

E adesso che sai che avevate tutti torto? Il tuo rifiuto non poteva essere assoluto – come può essere categorica una cosa così dipendente dalle specifiche circostanze? – e gli oracoli altrui erano solo il riflesso condizionato di chi considera che “frequente” e “inevitabile” siano sinonimi e aborrisce di conseguenza qualunque cosa non sia irreggimentata nell’usanza comune, pensando che solo per quella strada si possa giungere alla felicità. Ti giova a qualcosa questa saggezza acquisita a tue spese?

Nemmeno questo posto è comodo. Forse nessuno lo sarà mai.

Listening to:
Glass hotel – Robyn Hitchcock

Lascia un commento