Verde la grazia
elusiva intagliò
il suo sigillo.
Listening to:
Wound – The Smashing Pumpkins
Curiosità foranee
fameliche
sorvegliano il fiore asserragliato
nell’ermetico bocciolo.
Bramano ghermire segreti
annidati nel fitto difensivo
dei petali, intralciando molesti
la schiusa.
Listening to:
The fall – The Murder Capital
Nel buio dicembrino angariato dal vento
il cielo brusco sbaccella semi
di ghiaccio a cascata,
come una malaccetta pioggia
di riso aspersa su sposi infelici.
Listening to:
Night sky – Andrew Bird
Dolce come un frutto maturo, l’estate
è scivolata rapida, inosservata,
in giorni, mesi, anni
spesi a fantasticare il futuro.
Si guasta la superficie del frutto,
la polpa si fa alcolica, smaccata,
incombe l’autunno coi suoi affanni
e sempre si smania il tempo venturo.
Listening to:
Long way home – Ray LaMontagne
Al cuore sciocco – spontaneo
come un bambino, illuso
come un visionario, indifeso
come un animaletto mansueto –
smetti d’ammannire chimere e d’additare
gioie reali che non può afferrare.
Infondigli, piuttosto, la sapienza
che insegni a vagliare
nel setaccio d’un istante fulmineo
la grazia dalla sciagura,
ché il cuore sciocco non ha prudenza
e con sanguigno candore
lesto all’una e all’altra s’immola.
Listening to:
Dying breed – Marissa Nadler
Scirocco asfissiante
polveroso vela e scolora la primavera,
consegna rugginosa di remoti deserti
la sabbia e appicca prossimi desideri,
rattizza il subbuglio magmatico
dei pensieri, desta un’arsura assetata
di fiamme, d’incendio che estingua
l’intatto e il tiepido infuochi.
Consumarsi.
Vivere.
Listening to:
Terranera – Pinomarino
Gennaio, grigio e gocciante.
Nel pomeriggio umido un uggiolare
lontano. Sboccia seriale il chiarore
di lampade, tuona delle cinque solerte
il rintocco, a rammentare
che – pure se il sole è rimasto immaturo –
il tramonto non può disertare.
Listening to:
Passing afternoon – Iron & Wine
Eruppe la gioia
s’una spiaggia scottante. Scrosciare di sole,
torridi ciottoli, gente estranea tutt’intorno
a bere noncurante il succo dell’estate,
e un ondeggiare di braccia, lietamente
scarmigliato, a salutarmi.
La sua eredità la fitta
di desideri sfocati,
la spina e il cordoglio
d’una felicità inconsapevole.
Listening to:
Orlando – Paolo Benvegnù
Ragionare di me: è sempre invano.
Di me non so. Inespressa,
non m’avverto che quale presentimento.
Così, come una bella addormentata,
o un’erba tenera al rigido mattino,
sospiro trepidante il bacio di rugiada
che desti, accarezzi e sveli,
senza prosciugare il mistero.
Listening to:
Gentlemen take polaroids – Japan
Gracile braccio
spiegato a settentrione nell’azzurro animato,
appendice di Sicilia,
quasi-isola dell’Isola.
Sette sorelle, più audaci,
s’avventurarono al largo;
cauta restasti a guardare, con salda radice
piantata alla riva.
Il duplice sfarzo d’avere e albe
e tramonti sul mare
lo sconti soffrendo la razzia dai venti,
ché non c’è grazia che giunga esente da fio.
Il maestrale che scudiscia le spiagge
ha schiantato palme e steccati,
t’ha asperso di pioggia in rapsodici scrosci,
offrendo acerbo un boccone d’inverno.
Flessuosa come lucertola ai piedi del Tirreno,
distesa impassibile, ormai navigata, attendi
paziente il prossimo bacio
di sole dorato.
Listening to:
Wild is the wind – David Bowie