Pictures! Pictures! Pictures! Often, before I learned, did
I wonder whence came the multitudes of pictures that
thronged my dreams; for they were pictures the like of
which I had never seen in real wake-a-day life.
Pioggia, pipistrelli ed enormi rapaci intrappolati dentro casa.
Fa caldo, dormo ancora meno del solito e nelle poche ore di sonno mi visitano strane immagini. Ho vissuto anni funestati dagli incubi nel recente passato, ma i sogni attuali sono d’altra natura e, diversamente da quelli di allora, non suscitano né angoscia né rabbia né orrore. C’era un messaggio in quelle scene terribili infestate da insetti e da intrusi e alla fine, arrendendomi all’evidenza, l’ho accolto. C’è sicuramente un messaggio pure in quelle di oggi, seppure non saprei ancora dire quale sia.
Per quel che ricordo, i miei sogni sono sempre stati affollati di persone o di animali e hanno sempre avuto sviluppi implausibili, con cambiamenti repentini di scenario e di linee temporali. E soprattutto sono sempre stati “bui”. Fin qui nelle mie notti non ho attraversato altro che un’infinità di nigredo. Con un’unica significativa eccezione: nel marzo del 2022, mentre iniziava ad affiorare la risolutezza per la più dolorosa e la più saggia delle scelte che abbia mai compiuto, sognai un diluvio di sole in una mattina abbacinante d’estate. Forse – chissà! – un analista junghiano la interpreterebbe come l’indizio di un’albedo.
In mezzo a tutta quella luce c’era una presenza che mi ha visitata spesso, e prima e dopo quell’occasione, nel sonno. E forse in questa figura ricorrente lo stesso analista junghiano riconoscerebbe il mio animus. L’archetipo del maschile nel mio inconscio, il mio “uomo totem”, come lo definii maldestramente in un pezzo scritto tanti anni fa sotto pseudonimo e che si meritò – malgrado la sua ingenuità – una pubblicazione “importante”. E forse non gli parrebbe sorprendente né allarmante che pure nella cosa più “di successo” che abbia mai fatto il protagonista sia questa figura, che è stata sotto molti aspetti la mia salvezza e per anni anche la mia dannazione. Del resto, ho la sensazione che tale centralità fosse quasi un diritto acquisito, giacché tutto quel che so di me glielo debbo, direttamente o per vie traverse.
Quasi come una divinità ctonia, mi ha visitata ripetutamente nell’oscurità della solutio. Quindi, fattosi messaggero luminoso, mi ha manifestato la fase successiva di ablutio. Spero ardentemente che possa tornare a guidarmi ancora nelle titubanze di questa travagliata citrinitas, in cui tento di ridare una solidità a tutto quel che adesso è impalpabile e fumoso. E poi – pregando d’aver coraggio a sufficienza per andare sul serio fino alle estreme conseguenze del processo e al trionfo della rubedo – pure nell’ultimo disfacimento e nella trasmutazione finale. Finché non si chiuderà il cerchio, si armonizzerà quello che pare inconciliabile e infine verranno a galla la mia autentica natura e le sue reali inclinazioni e potenzialità, e giungerà il momento di un addio che escluda senza appello ogni ulteriore possibilità di ripensamento.
Listening to:
Strictly confidential – Roxy Music