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All’improvviso mi artiglia una paura avvolgente come un sudario e a un tratto mi sento escissa, esiliata, schiacciata dal tremendo sospetto che qualcosa stia cambiando in peggio e contro la mia volontà e la mia speranza…Nessun commento su Passi indietro(?)
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Non è un accostamento, è un’agglutinazione. Non siamo un paio (due componenti autonomi, che per somiglianza si abbinano), siamo un’unità.
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Still in love – Cat Power -
Dopo anni di fare affannoso, di impegni affastellati gli uni sugli altri e scadenze e giornate scivolate sempre troppo in fretta rispetto alla mole delle cose da terminare, mi accorgo dell’inutilità e del peso dell’affrettarsi e affaccendarsi sempre e solo per sé o per il dovere. Sono piccoli e preziosi momenti di ozio e silenzio, mentre la luce vira al violetto e scende già l’umido della sera, a svelare l’inganno, a ridimensionare ogni altra cosa. E sono questi momenti brevi e quasi furtivi quelli in cui esistere ha davvero un senso. Sono il tempo che non è mai sprecato, anche se pare non produca niente. E all’improvviso il resto è solo un’attesa, una resistenza necessaria, la lunga coltivazione dell’attimo che verrà, la rievocazione del momento passato in cui si è colto quel baluginio, il ricordo di un odore o di una stretta, l’inclinazione di una luce, strategie diverse per ingannare i pomeriggi troppo lunghi, far maturare le mattine o accompagnare le serate propiziando il sonno.
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Beloved one – Ben Harper -
Ordine e “facilità”: ecco i veri doni che ho ricevuto. E un senso rassicurante d’inevitabilità, perché qualsiasi strada conduce sempre alla stessa meta e non ho bisogno di voltarmi indietro a contare i passi. Un equilibrio con ingredienti preziosi e ricetta semplicissima, che spero solo di riuscire a riflettere e restituire esattamente così come mi viene dato, con la sua forma impalpabile e il contenuto pesante; perché rimbalzi all’infinito, vada e torni indietro, sempre uguale eppure ogni volta più sfaccettato.
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Staralfur – Sigur Rós -
Ero come una bambina alle prese con una difficile caccia al tesoro per ricomporre una scatola di pastelli che qualcuno aveva sparpagliato. Adesso ho quasi completato la gamma dei colori. Si fa molto più in fretta e meglio quando qualcuno ci dà una mano.
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Moonlight mile – The Rolling Stones -
Al di là di tutto, la più grande conquista di questo periodo è la libertà di essere me stessa, l’esprimermi pienamente e non adattarmi all’etichetta che mi viene assegnata. Negli anni sono stata tutto e il contrario di tutto: la gente ha pensato ogni cosa possibile di me e io non mi sono mai presa la briga di contraddirla. Probabilmente, se chiedessi a tutti coloro che mi conoscono di descrivermi, non si troverebbero due ritratti uguali. Non che abbia mai finto alcunché, solo ho omesso di offrirmi interamente e con abbandono, per comodità e per timore che mi si lasciasse ammuffire nel mio angolo. Si facevano delle supposizioni sul mio carattere e il mio passato e il silenzio con il quale rispondevo era interpretato come un assenso. Anche qui, anche su questa pagina, spesso l’effusione diaristica più autentica s’è mischiata con mimetismi vari – per pudore o per non tradire le aspettative – e quando è stata del tutto vera, è stata sempre criptica, al limite dell’ermetico. Ho sempre cercato di proteggere il mio cuore dagli sguardi, come un frutto protegge il suo nocciolo.
E adesso, invece, il mio cuore ho preso il rischio di esporlo e ho detto e dico le confessioni più intime e sono Maria come non ero mai stata prima, se non con me stessa, offrendo anche i tentennamenti, i tremori, le ritrosie e le insicurezze, che prima ho sempre dissimulato.
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L’animale – Franco Battiato -
Uno dei primi postulati che ci vengono insegnati quando studiamo la geometria è che le rette parallele non s’incontrano. Fino a quando non ci si imbatte nella geometria non euclidea, questo concetto resta inciso nel nostro cervello come una certezza assoluta: ci sono cose che non sono destinate a confluire in nessun caso, un po’ come i binari di un treno. Crescendo ci spiegano che quello che ci hanno insegnato non è del tutto vero, che c’è uno spazio, lo spazio proiettivo, nel quale invece sì, le rette parallele s’incontrano, solo che le coordinate del punto in cui confluiscono non possono essere determinate. Si dice che è un “punto all’infinito”.
Ho sempre avuto difficoltà ad accettare la geometria iperbolica, a capirla fino in fondo – perché l’infinito è un concetto talmente vago ed elusivo! – e ho sempre considerato con cinismo questo fantomatico punto, pensando che in fin dei conti fosse solo una comoda convenzione per modellizzare lo spazio così come appare all’occhio umano. E, in effetti, in geometria è esattamente così: il punto all’infinito non esiste, se non ipoteticamente.
Anche nella mia vita ci sono state tante cose che viaggiavano su rette parallele e sembravano confermare perfettamente il postulato euclideo, cose che ero certa fossero destinate a non convergere mai, a conservare sempre la stessa distanza lungo il percorso in solitaria a cui erano inevitabilmente condannate. Negli ultimi cinque mesi mi sono dovuta ricredere, perché ho scoperto che per me c’è davvero un punto in cui affluiscono le cose che non era nemmeno logico sperare che si incontrassero. Adesso so che il punto all’infinito esiste, inequivocabilmente. Io l’ho tenuto per mano, mi ha tenuta per mano, e lo spazio improvvisamente ha acquistato un senso del tutto nuovo e una nuova prospettiva.
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O último romântico – Caetano Veloso -
L’anima può dimagrire e io mi alleggerisco un po’ ogni giorno. La paura lentamente può diventare soltanto un sottofondo appena udibile, soffocata da un senso di gratitudine che progressivamente si spande come una schiuma e riempie crepe e fessure. Tutto sarebbe perfetto, se non restasse quel senso di colpa residuo a ricordare che la bilancia pende sempre troppo nettamente dalla mia parte e chissà quanto debba essere avvilente sopportare tutti i miei indugi, i costanti imbarazzi, i monosillabi, le reticenze, il mio orologio, gli occhi che sistematicamente sfuggono…
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Non è per sempre – Afterhours -
Sarà che inizio ad avere una parvenza di vita normale, ma la mia voglia/necessità di postare sul blog tocca i minimi storici. Molto meglio così.
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Lord only knows – Beck -
Anno dopo anno si prova a svilire la celebrazione del 25 Aprile e ad accomunare sempre più partigiani e repubblichini, sminuendo i primi e sdoganando i secondi perché, giovani e in buonafede tanto quanto i partigiani, scelsero credendo di difendere il proprio Paese.
Ciò che ai professionisti del revisionismo sfugge, però, è che la buonafede non ha mai reso innocenti, ma è solo un’attenuante generica. Troppo comodo addurre l’ignoranza come scusa per i propri peccati, onde schivare la punizione e il senso di colpa. La tragedia greca ce lo insegna: Edipo e Giocasta ignoravano reciprocamente chi l’altro fosse in realtà ed erano quindi irreprensibili nelle intenzioni, eppure, quando scoprirono la verità, il figlio s’accecò e la madre si diede la morte.
In una società fondata su solidi valori ci può e ci deve essere misericordia per le persone, ma non si può accettare che gli errori siano liquidati con un colpo di spugna.
Listening to:
The privateers – Andrew Bird