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Heretics – Andrew Bird
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I rifiuti sono ancora tutti per le strade della Campania e adesso anche in provincia di Agrigento si prospetta una bella crisi per l’esaurimento della discarica attualmente utilizzata. La Corte dei Conti ha ammonito il Governo circa l’impossibilità di tagliare le tasse senza dare un importante colpo di accetta alla spesa pubblica, altrimenti il debito continuerà a crescere smisuratamente: ma senza soldi i Comuni e le Regioni che faranno? I consumi non sono mai stati così bassi da anni e il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati è ridotto all’osso. Il petrolio fa quasi aggio sull’oro e il suo prezzo continua a salire causando ogni giorno rincari da capogiro. Saranno prese le impronte digitali dei bambini Rom presenti nei campi nomadi. Niente sanatoria per le badanti. E si potrebbe proseguire. Ma qual è il vero problema del quale tutti gli Italiani si dovrebbero preoccupare? La presunta persecuzione del Presidente del Consiglio da parte di una magistratura a suo dire parziale e politicizzata. Una giustizia giustizialista, mi scuso per il bisticcio di parole, che secondo il suo punto di vista andrebbe azzerata e che già adesso si sta tentando di delegittimare e incatenare con decreti e lodi che mettano al sicuro il Premier, i suoi interessi e soprattutto la sua fedina penale. Tutto questo è assurdo innanzi tutto perché con un Paese al collasso il governo dovrebbe avere ben altre priorità e in secondo luogo perché quel che si sta tentando di fare è liberticida (sì, anche la magistratura ha diritto di essere libera, Cavaliere) e dittatoriale. La legge non può sancire l’ineguaglianza dei cittadini davanti alla giustizia! In nessun altro paese si era osato tanto senza che si parlasse di un tentativo di sovvertimento autoritario dello Stato, ma a quanto pare qui in Italia questa è la normalità e la popolazione non si indigna e pensa a Donadoni esonerato e al ritorno di Lippi sulla panchina della nazionale di calcio. Problemi ben più gravi, non c’è dubbio…2 commenti su Facciamo il punto
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Se potessi strappare via questa mia stupida immaginazione, rimuoverla una volta per tutte e cauterizzare la ferita per evitare le recidive, sarebbe certo una vita più noiosa senza le fantasmagorie che sono in grado di mettere in scena nella mia testa, ma anche di gran lunga più coraggiosa e sarebbe davvero vissuta. Privata della possibilità di trovare rifugio in fantasie consolatorie non avrei alibi e mi vedrei costretta a fare tutto ciò che mi limito a pensare.
E se avessi il senso della caducità delle cose, della fugacità dei momenti; se fossi convinta che si debba essere padroni dell’attimo invece di osservarlo con distacco e studiarlo; se non mi tremassero le ginocchia tanto da squassarmi e annebbiare ogni barlume di ragione ad ogni punto nodale della mia esistenza. Quante cosa sarebbero differenti adesso. Quante parole che mi sono balenate alla mente con un ritardo secolare sarebbero forse affiorate molto prima e avrebbero dato ossigeno a istanti di panico afasico e asfissiante.
E se non avessi questa stupida incapacità di comunicare davvero con gli altri e questo folle terrore di essere svelata…
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Flowers and dust – Museum -
Mi piace sapere sempre cosa pensare e nel mare delle mie incertezze avere l’appiglio salvifico di convinzioni di fondo che mi tengano a galla tra il moto ondoso. Ma è come se da qualche tempo il sole si riflettesse sul pelo dell’acqua e questo barbaglio mi abbagliasse impedendomi la vista.
Ho fretta, la fretta di chi sa che non è molto ancora il tempo che si ha a disposizione, e nello stesso istante sono pronta ad attendere ancora e me ne sto inerte e dilaniata da questo dissidio insanabile tra il colpo di spugna e la perseveranza. Non ho dubbi, però, che non possa esistere un lieto fine, comunque vada.Listening to:
Ramshackle – Beck -
Curioso, no? Stiamo assistendo all’insediamento democratico della dittatura. Anche l’ultima consultazione elettorale qui in Sicilia sancisce lo strapotere del PdL (ed alleati vari ed eventuali) e l’insignificanza di tutte le forze di sinistra, compreso quel PD che nei progetti del suo leader avrebbe dovuto impensierire seriamente il Cavaliere e spostare migliaia di consensi. E i consensi si sono spostati sì, ma dall’altra parte: la sinistra ha perfino perso dopo più di un decennio le province di Enna e Caltanissetta. Peggio di così è difficile immaginare qualcosa.
Intanto a Roma la maggioranza tracotante per la forza che le deriva dai numeri blocca la class action, progetta una sospensione dei processi per reati minori a tutto vantaggio del Presidente del Consiglio, studia il modo migliore per militarizzare le nostre città, ventila l’ipotesi di cambiare le regole d’ingaggio dei nostri soldati in Afghanistan, vieta l’uso delle intercettazioni, torna a delegittimare del tutto la magistratura. E se il buon giorno si vede dal mattino…
Ma tanto con gli Europei che impazzano e la nostra nazionale che ha fortunatamente superato il turno, sono più che sicura che la maggioranza degli italiani non si interessi minimamente di tutto quel che accade in Parlamento o in Consiglio dei Ministri in questi giorni. C’è altro a cui pensare…Listening to:
Contessa – Paolo Pietrangeli -
Sono a casa da due giorni e già crollano castelli costruiti da lontano quali improbabili ancore di salvezza e si affacciano incertezze inebrianti. Quest’aria ha il potere di destabilizzarmi ogni volta. Mi guardo attorno e riconosco ogni mattonella smossa dei marciapiedi e ogni crepa nei muri, tutto è miracolosamente immutato. Tutto tranne me: non sono più io quella che percorre le strade già calpestate milioni di volte, lo vedo negli occhi dei miei compaesani che mi osservano curiosi e increduli, come se non mi avessero mai vista prima e pur essendo autoctona posso godere del privilegio di essere del tutto nuova. Come una seconda, bellissima, opportunità.
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I’ll keep it with mine – Nico -
No, davvero non credevo si potesse arrivare così in basso: sono stomacata! Non riesco a concepire come sia possibile anche solo pensare di fare una cosa del genere…
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Alfredo – Baustelle -
Avere il senso dell’umorismo è dannatamente problematico quando il tuo aspetto non è consono a esso: pare sia uno dei miei difetti più grandi. È un problema in primo luogo perché, (prima ancora di arrivare alla questione dell’aspetto fisico), la maggior parte degli uomini ritengono che sia un loro esclusivo diritto divino essere arguti: loro fanno le battute e noi dobbiamo ridere; viceversa non è possibile. In secondo luogo, per gli uomini le donne si dividono essenzialmente in due categorie (n.d.a. è una verità scientifica supportata da numerose evidenze e pertanto incontrovertibile), che molto elegantemente definirò fuckable e non-fuckable.
Nella seconda categoria rientrano, nell’ordine: le consanguinee, le “cozze”, quelle ridicole (nel senso che la gente ride di loro) e (ma non per tutti) quelle sciatte. Tutte le altre donne si iscrivono nella prima, (comprese le “amiche”), seppur con diversi coefficienti di fuckability, questo è chiaro.
Visto che molti uomini non capiscono (o sono spaventati?) dallo humor femminile, sono spesso incapaci di concepire che si possa ridere per noi e non di noi, e quindi capita a volte che facciano l’assurda equazione “divertente = ridicola”. Sì, è così, ragazzi non negate, ché vi cresce il naso…ehi, ho detto il naso!!!
L’ironia femminile per troppi uomini – ahinoi! – è una qualità che farebbe scivolare perfino Pamela Anderson nella categoria non-fuckable. E, mentre sono sempre disposti a perdonare il vostro umorismo se siete brutte, perché tanto eravate già non-fuckable (anzi, magari lo troveranno perfino apprezzabile e intrecceranno con voi una simpatica amicizia, anche perché, sappiatelo, così potranno risparmiare un sacco di fatica riciclando le vostre battute per fare colpo su altre donne…), vi faranno passare la voglia d’essere ironiche e carine semplicemente iniziando a ignorare che siete l’ultima cosa.
Ecco, io non sarò certamente una bellezza da calendario, ma non credo di essere nemmeno propriamente una “cozza”, e ho sperimentato più volte come anche uomini che inizialmente “ci provano” perdano immediatamente interesse per me dopo aver ascoltato le mie battute (anche quelle assolutamente valide). È per questo motivo, credo, che ho un sacco di amici maschi e che tutti mi percepiscono come uno di loro, “uno dei ragazzi”, insomma; e si sentono liberi di comportarsi con me come mai si comporterebbero con (o nelle vicinanze di) una donna…
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Dove si va da qui – Afterhours -
Sei cresciuta quando ti accorgi che per strada guardi i ragazzi in blazer blu e camicia, invece di quelli trasandati e “alternativi” che ti facevano girare la testa fino a qualche tempo prima. È come se avessi sviluppato un istinto che ti suggerisce che i secondi, se dimostrano un’età di poco superiore alla tua, devono essere degli universitari falliti (o quantomeno molto lenti), mentre i primi sono giovani lavoratori che si stanno facendo strada nella vita e quindi soggetti molto più affidabili.
Quando ti rendi conto di questo attraversi un momento di smarrimento: possibile che io sia già così vecchia da giudicare un uomo solo per la stabilità che eventualmente sarebbe in grado di garantirmi? Ma il mio orologio biologico è impazzito o cosa?
Sì, ti senti inquieta, soprattutto perché non hai la minima intenzione di accasarti entro un numero di anni inferiore al lustro e invece, inconsciamente, inizi a focalizzarti su quegli aspetti considerati chiave da ogni donna che voglia costruire un nido solido per la propria prole futura. Ma, in realtà, non c’è da farsi prendere dal panico: subire il fascino dell’uomo in blazer non significa automaticamente essere diventata tutto a un tratto venale e materialista, né essere sull’orlo di una prematura crisi di delirio-da-paura-di-rimanere-zitella. Perché, ricorda: ci sono diversi livelli di uomo in blazer prima di arrivare al baratro del Briatore di periferia.Il primo livello (quello al quale mi colloco io per il momento) è popolato da quei ragazzi tra i venticinque e i trenta, probabilmente al primo impiego, probabilmente praticanti avvocati o qualcosa del genere, con stipendi poco pingui, ma l’obbligo di presentarsi sul luogo di lavoro in abbigliamento formale. Sono giovani per lo più poco spocchiosi, di quelli che portano le sneakers sotto il completo rigoroso e, se hanno una cravatta, ne hanno una di quelle scure e sottili, che indossano con il nodo un po’ allentato. Spesso li vedi andare al lavoro in bici (e a volte li incroci ai semafori e alcuni sono tanto carini che vorresti buttarti sotto alle loro ruote, così, se non muori nell’impatto, magari riesci a farti notare…). Niente chiome lunghe da seduttore consumato e niente abbronzatura fasulla e arancione per il momento, quelle arrivano ai livelli successivi.
Al secondo livello non sono più ragazzi. Gli anni sono tra i trentacinque e i quarantacinque e c’è già il macchinone, le cravatte si sono fatte più larghe e di colori brillanti: arancio, viola, giallo, blu elettrico. Il vestito da blu/grigio diventa gessato e il modello di stile dichiarato è Lapo Elkann. Ma, nonostante tutto, non hanno il coraggio di osare le sue orride camicie colorate con colletto e polsini bianchi, ed è già qualcosa.
L’ultimo livello, quello senza possibilità di redenzione, prescinde già dalla giacca, perché non ha bisogno di usare questo simbolo per ostentare una posizione sociale. Questo è il livello di quei cinquantenni (e più) in pantaloni ocra o rossi, giacca sportiva (tipo i bomber raccapriccianti di camoscio o renna), Hogan, Aviator e Rolex d’ordinanza. Hanno solitamente una bella stempiatura, ma quelle poche ciocche che per il momento restano ancora tenacemente attaccate al cuoio capelluto sono lasciate lunghe e svolazzanti. Non portano cravatte e i primi bottoni della camicia sono sempre aperti, per lo più con il fine non occulto di mostrare terribili collanine. Insomma, come detto prima, sono dei piccoli “wannabe Briatore”.
Se ti giri a guardare quelli del primo e, fino ad un certo punto (ma mai prima dei trenta abbondanti, però, eh!), quelli del secondo livello, non credo che sia il caso di drammatizzare. Però, se arrivi al terzo livello, devi seriamente riconsiderare l’opinione che hai di te stessa ed eventualmente contattare un esorcista con un bel po’ di pelo sullo stomaco…
E comunque – sappilo! – tutti questi uomini stanno con donne bionde o giù di lì, magre ma formose, invisibilmente (e impeccabilmente) truccate e senza alcun difetto apparente. Quelle donne “odiose”, sempre coi capelli perfetti e le scarpe “giuste”. Quelle, per intenderci, che poi quando si sposano fanno quei bei bimbi biondi coi ricci, ma non con quei boccoli disordinati e crespi che solitamente hanno i bambini! No, quelli ce li hanno come i puttini delle statue neoclassiche, con quel ricciolino carino proprio sopra le orecchie. Sto parlando esattamente di quelle – ma dài che hai capito! – che possono osare orecchini e bracciali appariscenti senza sembrare grottesche e che sanno stare in equilibrio perfetto su tacchi chilometrici, nonostante i sampietrini e benché dal loro avambraccio penda una borsa (col prezzo a quattro cifre…) talmente piena da raggiungere più di un terzo del loro peso e che, anche quando hanno dei figli ormai alti un metro e cinquanta, dimostrano sempre diciotto/vent’anni. Quelle che tu, per tutti e ciascuno di questi motivi, vorresti uccidere dopo averle accuratamente sfigurate a colpi di machete, onde sfogare la tua invidia e la tua frustrazione per non essere nemmeno lontanamente così.
E visto che non lo sei, mettiti pure il cuore in pace e ricomincia a guardare quelli trasandati e alternativi coi capelli scompigliati, i piercing, i jeans sdruciti e le magliette stinte, ché solo con quelli hai qualche speranza!E sorridi! Ché, tutto sommato, quella a cui va meglio sei tu.
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Gronlandic edit – Of Montreal -
Quasi ad un incrocio, rannicchiato vicino ad un portone sul marciapiedi maleodorante di urina di cane. La gente a una quindicina di passi di distanza. Donne e bambini. Uno portava un fascio di quelle spighe selvatiche verdi che costellano i prati in primavera. Ricordo di aver sorriso guardando quelle spighe e ripensando alla mia infanzia e considerando la stranezza di vederle qui in città. E le donne mi hanno osservato per un attimo con un’espressione tirata e non mi facevano largo pur vedendo che dovevo passare. Mi è sembrato insolito, ma non ci ho dato peso. Poi mi sono aperta la strada ed eccoti: i piedi a martello, gli occhi chiusi. Rigido. Immobile. Le donne hanno chiamato l’ambulanza, forse solo per illudere i bambini.
Io ti sono passata accanto e non mi sono fermata se non per un paio di secondi durante i quali sei entrato nel mio campo visivo e mi sono bloccata. Tutto nero, non distinguevo più niente. Non ero presente a me stessa. E’ stato un blackout di una frazione di secondo. E pensare che fino a qualche attimo prima neanche l’avevo capito cosa stava succedendo. Nessuno si è curato di dirmi niente, né di tirarmi indietro.
Ho proseguito, ma avrei davvero voluto restare ferma in mezzo alla strada a piangere, lo giuro. La verità è che ho avuto paura di rimanere e scoprire anch’io che forse non era l’ambulanza il mezzo necessario a quel punto. Ho voluto illudermi come quei bambini. E se poi è finita proprio in questo modo (cosa che forse non saprò mai), non mi viene in mente niente da dire. Ma è inaccettabile che si possa morire così, di traverso su un marciapiedi del centro…Listening to:
Piromani si muore – Le luci della centrale elettrica -
E’ un fatto: in Italia si sta diffondendo il razzismo. E purtroppo sta contagiando in maniera trasversale. Se qualcuno può invocare la reazione ad un piccolo furto come scusa per un episodio esecrabile e può ricusare l’ignominia dell’imputazione difendendosi asserendo di essere di sinistra e avere Che Guevara tatuato sul braccio, questo significa solo due cose. La prima è che c’è una grandissima confusione sul significato dell’essere di “sinistra”. La seconda è che il povero Guevara è diventato definitivamente solo e soltanto un’icona pop come un’altra e tra la sua faccia e la lattina di zuppa Campbell non c’è più nessuna differenza. Ciò porta ad un’unica dolorosa conclusione: in Italia siamo davvero alla frutta.
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I fought in a war – Belle and Sebastian