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Lilac wine – Jeff Buckley
Dallo scorso weekend è emersa una cosa che già sospettavo, ma che adesso è un’assoluta certezza: non potrei mai vivere in campagna. Il breve soggiorno sulla collina pavese mi è servito a confermare il fatto che la vita bucolica proprio non fa per me. Non che i miei zii non si siano prodigati al loro meglio per mettermi a mio agio, farmi mangiare squisitezze – come lo gnocco fritto, che non potrò mai dimenticare! – e “scarrozzarmi” in giro per farmi vedere quanto di interessante c’è dalle loro parti, anzi; il fatto è che la campagna, per quanto bella e rilassante possa essere, porta con sé degli spiacevoli, (almeno per me), rovesci della medaglia.
Immaginatevi un posto in cui basta aprire una finestra per dieci minuti e dozzine di ragni, millepiedi, lombrichi, vermi, zanzare e quant’altro si infilano in casa e, (ancora peggio), ognuno di essi è 5 o 6 volte più grande di quelli che si vedono in città. Ho passato momenti di autentico terrore, soprattutto la sera, quando salivo in mansarda per andare a dormire e scoprivo un “simpatico” comitato di accoglienza composto sempre da almeno 3 o 4 ragni. Se si calcola il fatto che il ragno è l’unico insetto a farmi davvero paura (sì, perché il mio sentimento nei suoi confronti è una cosa che va oltre il semplice ribrezzo), ecco che avrete un’idea di cosa abbia significato per me dormire per 3 notti in compagnia di questi esseri. Dormire, poi, è una parola fuori luogo in questo caso: venerdì notte avrò chiuso occhio per mezz’ora al massimo…
Non credevo che l’avrei mai detto, ma sono STRAFELICE di essere tornata al convitto!
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Little wing – Jimi Hendrix
Un saluto telegrafico. Vado a Pavia da mio zio per il weekend. A lunedì.
Ciao!
C’è un cammino che non posso percorrere. Una serie di curve così puntute che sembrano quasi degli spigoli. E’ l’unica strada che vorrei davvero conoscere, in cui sarei disposta a perdermi dimentica del tempo e fiduciosa nell’eternità, ma che mi è del tutto preclusa, recintata da transenne che mi scacciano con il loro nastro a strisce bianche e rosse, che segna un limite invalicabile, almeno per me. Per me che non so parlare, che tremo al solo pensare e che mi incenerisco per cose misere che non metterebbero in imbarazzo neppure un bambino e divento un piccolo pugno di polvere inerte e spaventata.
Mi resta il rimpianto, compagno abituale della mia vita. Ne conosco fin troppo bene tutte le note aspre e pungenti; eppure, stranamente, stavolta è infinitamente più aspro, infinitamente più pungente…
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Tonight, tonight – The Smashing Pumpkins
Vacillo e recedo. Come sempre.
Continuo a soffrire di questa dannata malattia del desiderio che mi fa cambiare idea ogni volta che decido di prendere una risoluzione positiva per il mio stato psico-fisico. Anche perché tra me e la lucidità si frappone sempre qualcuna di quelle inezie così insignificanti per i più, ma tanto gradite e piacevoli per me. Questi piccoli particolari mi ricacciano indietro, nella mia penombra fantasmatica.
Schiava della mia ipertrofia mnesica evoco all’infinito gli episodi e mi anestetizzo ripensando solo al bello, a tutti quei frammenti che serbo gelosamente e che sono il mio indispensabile viatico in questo cammino accidentato e senza una meta certa.
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Aspettando l’estate – Franco Battiato
“…Spesso le nostre coscienze ci mormorano
frasi che poi nascondiamo dentro di noi
e ci sentiamo colpiti
per come veniamo cambiati;
parole nascoste non escono mai.
No, il tempo non torna più
e forse rimani tu con quello che hai.
Cos’è che grida nascosto in noi?
Stanotte non dormirai
ma non capirai…”
La verità è che è stata tutta una dannatissima illusione; adesso ne sono quasi certa, lo vedo da tanti piccoli particolari che segnalano una fondamentale indifferenza. Tra pochi giorni finirà questo supplizio di Tantalo e forse riuscirò a dimenticare questa vicenda che si è svolta interamente all’interno della mia testa sognatrice e ingenua. E poi verrà l’estate e tornerò a casa e magari ci sarà qualche sorpresa ad attendermi. E le cose prenderanno delle tinte molto più vivide rispetto a questo grigio perenne.
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Occhi neri – Fiorella Mannoia
Forse sono invisibile. Senza dubbio dev‘essere così, perché credo mi si legga in faccia che non sto bene e se qualcuno riesce a non notarlo significa che non mi vede affatto, nonostante io sperassi che questa volta fosse diverso. C’è evidentemente qualcosa che non va in me. Sono troppo comune, troppo ordinaria e tutti preferiscono scansarmi piuttosto che sporcarsi le mani sfiorandomi, come si fa con una cosa banale e di cattivo gusto che viene lasciata in disparte, dimenticata in un angolo, per paura che corrompa la nostra immagine pubblica. Avrei voluto che questa volta si mettesse fine per sempre a questo mio destino di esclusione, ma ancora una volta devo tristemente constatare che i miei desideri hanno come unica possibilità quella di schiantarsi a folle velocità contro un muro per finire spappolati.
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Down by the water – PJ Harvey
Visto come si è chiusa la precedente, gli auspici sotto i quali inizia questa nuova settimana non sono dei migliori. La speranza inizia a vacillare sotto i fendenti sferrati involontariamente da me stessa per la mia totale inettitudine. Ho sbagliato, lo so benissimo e vestirei il cilicio se bastasse ad espiare, ma non è così facile. Non avrei voluto scappare, ma l’ho fatto. Sempre per questa dannata insicurezza, per questa paura di essermi illusa, per questa sfiducia cronica in me stessa. Vorrei poter dimenticare questo colossale sfoggio di stupidità, ma è talmente macroscopico che non si può occultare. E non posso neppure chiedere perdono…
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O Último Romântico – Caetano Veloso
Maledette parole! Quando servono non riesco mai a trovarle e quando vorrei evitarle non sono in grado di arginarle.
Sono due giorni che rimugino senza soluzione di continuità.
Chi è più lucido di me ha sentenziato che ho commesso un errore madornale e deplora ciò che (non) ho fatto. Ma ignora completamente quanto sia difficile stare nei miei panni, sempre così stretti che sembrano stritolarmi. Non sono espansiva, non sono estroversa e non sono sicura né di me stessa, né di qualunque altra cosa; dunque cos’altro avrei potuto fare?
Alla luce di ciò è veramente crudele pretendere di accollare a me l’iniziativa…
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Glósóli – Sigur Rós