Don’t get any big ideas,
they’re not gonna happen…
Stanotte perfino Thom Yorke mi ammonisce a restare con i piedi per terra e riproporzionare le mie ambizioni alle mie reali possibilità. E poi mi inchioda alla mia meschinità, avvisandomi della perdizione prossima ventura a cui mi porterà questo vizio incorreggibile di vagheggiare ciò che – se davvero fossi la brava persona che m’illudo di essere – la mente dovrebbe astenersi finanche dal concepire.
You’ll go to Hell
for what your dirty mind
is thinking.
Vorrei poter rinnegare i miei cattivi propositi. Disconoscere i peccati commessi in pensieri, seppur non in parole né in opere né in omissioni, perché certi tipi di male riesco solo a corteggiarli con l’immaginazione, senza avere poi mai il coraggio di concretizzarli.
Come il principe di Danimarca, infatti, in linea di massima sono onesta, ma potrei accusarmi di tali cose che sarebbe meglio se mia madre non m’avesse partorita. Perché le intenzioni possono essere riprovevoli quanto gli atti e non aver mai agito per viltà non giova a guadagnarsi l’assoluzione. E mi vergogno. E non riesco a smettere di pensare ai desideri sconvenienti che sento addensarsi, farsi ogni giorno più solidi. E, benché ne provi repulsione, non sono in grado di soffocarli e non mi resta che prendere atto d’essere, a dispetto delle apparenze, sostanzialmente immorale. O forse soltanto disperatamente avvilita.
Listening to:
Nude – Radiohead