"And that song has brought a teardrop to my eye…"

Non fa molto bene ascoltare lo stesso pezzo in loop per ben quattro ore di fila. Soprattutto se è un pezzo un po’ malinconico e fuori fa freddo e si è da soli in una stanza e tutto a questo mondo sembra irrimediabilmente ingiusto e guasto. Non fa bene, perchè poi succede che ci si mette a pensare a cose spaventose che si credevano esorcizzate per sempre, ma che invece tornano appena voltiamo le spalle per un attimo…
Perchè sono sempre le persone più “preziose” che devono portare i fardelli più grossi? Perchè devono pagare per tutte le meschinità del mondo sulla loro pelle delicata? E come fanno a continuare a preoccuparsi per gli altri nonostante tutto, anche quando dovrebbe essere tutto il mondo a preoccuparsi di loro? Come riescono ad avere premure e sorrisi e parole buone anche nei giorni più neri della sofferenza? Come fanno a spargere luce tutt’intorno, quando sanno benissimo che potrebbero non avere più nessuna luce davanti a loro?
Come riesci a pensare a me, quando non dovresti far altro che pensare a te stessa? Ad alzare la cornetta e parlarmi con voce ferma e serena chiedendomi di me e glissando sulla tua condizione? A fare in modo che tutto sia sempre perfetto anche quando proprio non ce la fai a muovere un dito? Ad avere la forza di andare incontro a tutto questo per la seconda volta e non perdere la speranza?
Tutte queste domande si affollano e premono contro la mia fronte sperando di trovare un varco per venire fuori ed io non ho risposta, solo paura di guardare in faccia la realtà e continuo a scacciare il fantasma di una possibilità neanche troppo remota, alla quale non sono per niente preparata.
E’ un fiume in piena che non riesco a controllare, non riesco a fermare.
“And now my hands are shaking, but I just can’t stop…”



Listening to:
We’re not right – David Gray

3 risposte a “"And that song has brought a teardrop to my eye…"”

  1. Avatar
    Anonimo

    Ciao Maria, provvedo subito ad aggiustare i link dal mio blog. Dalla email che mi hai mandato non mi dici diversamente ergo penso che l’importunatore folle non mi conosce, e quindi non conoscerà il tuo indirizzo. Cosa che, avendo a che fare con internet, dubito fortemente possa reggere per più di un mese!PS: Mi hai fatto morire dicendo che “le tue due personalità si odiano a vicenda”

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  2. Avatar
    Anonimo

    Tranquila che non sei nè diversa nè anonima. Sei semplicemente tu…

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  3. Avatar umanatroppoumana
    umanatroppoumana

    Lo so, se si impegna un po’ mi ritroverà, ma ci devo almeno provare a sfuggire, no? A proposito delle mie due personalità (che forse sono molte i più…) è tutto tristemente vero. A volte mi arrabbio perché non sono abbastanza “diversa” e a volte mi vedo troppo “diversa” e ci sto male… Ma il più delle volte va bene così. Grazie di essere passato!

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