Dopo una due giorni di maratone gastronomiche e di regali (pochi, per la verità…) da scartare, la stanchezza si fa sentire. Ed anche un certo retrogusto amaro sulla lingua.
E’ stato un Natale interlocutorio. Bello per quello che ha riguardato il mio nucleo familiare – che cosa magnifica ritrovarci tutti insieme attorno ad una tavola, come non accadeva da molto tempo ormai – e gli amici; un po’ meno a proposito dell’incontro con altro parentame vario: zii, cugini etc.
Vabbè, sono stata lontano da casa per un bel po’, ma mi sono sentita estranea tra estranei e non mi è piaciuto affatto. Ignorata, ecco la parola giusta. Non è propriamente questo che io intendo come Natale…
Il “Natale anticipato”, la scorsa settimana a Torino, era stato nettamente più caloroso e gratificante. Non solo perché la maggioranza dei regali l’ho ricevuta in quell’occasione, anzi, ma soprattutto perché mi sono sentita considerata, ben voluta, gradita, “in famiglia”. E questa sensazione non si è limitata alla giornata trascorsa a casa dei miei zii.
Sapevo già che i rapporti familiari alla lunga, con la lontananza, inevitabilmente si sarebbero allentati e fatti più formali, ma non immaginavo che sarebbe accaduto così presto. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore…però cavolo che velocità!
E’ stato un Natale interlocutorio. Bello per quello che ha riguardato il mio nucleo familiare – che cosa magnifica ritrovarci tutti insieme attorno ad una tavola, come non accadeva da molto tempo ormai – e gli amici; un po’ meno a proposito dell’incontro con altro parentame vario: zii, cugini etc.
Vabbè, sono stata lontano da casa per un bel po’, ma mi sono sentita estranea tra estranei e non mi è piaciuto affatto. Ignorata, ecco la parola giusta. Non è propriamente questo che io intendo come Natale…
Il “Natale anticipato”, la scorsa settimana a Torino, era stato nettamente più caloroso e gratificante. Non solo perché la maggioranza dei regali l’ho ricevuta in quell’occasione, anzi, ma soprattutto perché mi sono sentita considerata, ben voluta, gradita, “in famiglia”. E questa sensazione non si è limitata alla giornata trascorsa a casa dei miei zii.
Sapevo già che i rapporti familiari alla lunga, con la lontananza, inevitabilmente si sarebbero allentati e fatti più formali, ma non immaginavo che sarebbe accaduto così presto. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore…però cavolo che velocità!
Listening to:
All apologies – Nirvana

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