Avrei potuto trascorrere un banalissimo S.Silvestro giocando a carte da qualche parte. Avrei potuto vestirmi bene, mettermi un bel paio di scarpe, indossare una allegra faccia di circostanza e guardare i minuti passare sul quadrante dell’orologio durante qualche noiosissima e interminabile partita di Mercante in Fiera. Di certo, se l’avessi fatto sarei considerata una persona normale, ma non mi è mai importato molto della “normalità”, così ho deciso di fare esattamente il contrario. Mi sono vestita come in ogni altro giorno dell’anno, ho indossato le scarpe da ginnastica come sempre e ho riso di cuore, sguaiatamente forse, ma sinceramente.
E’ stato un Capodanno speciale, per nulla razionale, ma tremendamente divertente. Non lo dimenticherò per molto, molto tempo: il consueto tour della Piana; il brindisi in Piazza Pozzo; l’esplorazione della suggestiva via S.Basilio; il messaggio cifrato lasciato a chi ha deciso che è tempo di unirsi ai “normali”, a quelli che – per citare il grande Gaber, di cui ricorre oggi l’anniversario della morte – fanno finta di essere sani…
E che la gente continui pure a guardarci con occhi che esprimono disapprovazione, a giudicarci imbecilli. Quando siamo insieme e facciamo le nostre “stupidaggini” noi siamo felici, questo conta. E provo pena per quelli che hanno perso la capacità di non prendersi sul serio.
Rido di me stessa e rido del mondo, rido di cuore, senza sforzo.
Listening to:
Far finta di essere sani – Giorgio Gaber
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