La mia ombra si sente sola, abbandonata in un angolo come una cosa vecchia universalmente apprezzata, ma troppo eccentrica per essere indossata.
La mia ombra necessiterebbe un tutore, una qualche autorità che vigilasse su di lei e che le intimasse dei comandi – e, a volte, le desse delle ricompense, dei palliativi, degli zuccherini – perchè non so autoregolamentarmi. Mi servono cartelli stradali chiari e univoci e una voce che mi preannunci il cammino più conveniente e meno accidentato, o, almeno, quello che conduce da qualche parte. In questo momento avrei un gran bisogno di una pia e devota Antigone che si facesse carico di guidarmi come un novello Edipo nel viaggio verso la sua meta designata. Avrei bisogno che le cose accadessero all’improvviso e mi prendessero alle spalle, indipendenti dalla mia volontà e magicamente perfette, fatte apposta per incastrarsi nello spazio arzigogolato che rimane, vuoto e scettico, ad attendere un miracolo. Vorrei che i nodi si sciogliessero in fretta, che i dubbi si solubilizzassero nel quotidiano con una rimescolata energica come i cristalli di zucchero in un bicchiere d’acqua; che si integrassero meglio con tutto il resto e diventassero meno spigolosi e taglienti.
Listening to:
Pictures of you – The Cure
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