…ed io do loro una mano a farlo, sbagliando tutto quanto è umanamente possibile sbagliare. E’ come se volessi seminare fiori ed invece mi ritrovassi a spargere gramigna. Non so far altro che guastare sempre ogni cosa e in misura direttamente proporzionale a quanto la tal cosa mi sta a cuore, con un accanimento cieco che farebbe inorridire perfino il barone Von Masoch. La mia intima tendenza all’autodistruzione e all’auto frustrazione è uno strascico pervicace e tremendamente pesante da trascinare, che mi fa barcollare ad ogni passo, come se camminassi su un pavimento accidentato da centinaia di insidie invisibili, che rendono il mio andare malsicuro e spesso e volentieri mi fanno incespicare, schiantando al suolo ogni mia – anche misera – velleità.
Il fatto che sia così lucida nell’analizzare la cosa non apporta alcun beneficio, perché ostinatamente persisto nei miei soliti errori, quasi ci provassi un perverso godimento. E non escludo che sia così, che davvero io mi diverta inconsciamente a sabotare i miei desideri.
Ci sono momenti nei quali mi sento sovrastata da un peso immane, il peso di essere me e mi manca il respiro, letteralmente. Sarebbe eccessivamente facile prendersela con la sfortuna, ma la sfortuna non c’entra, si tratta solo di incapacità, di inettitudine.
Listening to:
9 crimes – Damien Rice
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