Gli eventi galoppano sollevando una nube spessa di polvere rossiccia che irrita gli occhi. La chiarezza latita. Mi manca la giusta prospettiva per riuscire a giudicare lucidamente. Oscillo tra momenti di sincera disperazione e altri di irrefrenabile gioia in modo apparentemente inspiegabile. Non capisco e non ho fretta di farlo; mi dispiacerebbe eccessivamente rompere quest’atmosfera di attesa così esaltante in cui ogni cosa acquista un significato che va ben al di là della pura denotazione. E mentre mi dico che farei meglio ad adoperarmi per ripristinare le comunicazioni con la mia ragione, sopraggiungono nuovi elementi che non fanno altro che confermare e stimolare questi deliri, con il risultato di accrescere il senso di vertigine e confusione. Forse ho già fatto il passo oltre il quale è impossibile tornare indietro, oppure ci sono molto vicina e non ho alcuna intenzione di trattenermi dall’avanzare ulteriormente verso quello che, a giudicare da quanto riesco a scorgere da qui, potrebbe anche essere un buco nero. Sono pronta a farmi carico di ogni responsabilità che ciò comporta e accetterò ogni evenienza come l’inevitabile conseguenza di questi giorni vissuti in dormiveglia, anche se ciò significasse accogliere di buon grado disagi e malumori.
Listening to:
La marcia dei santi – Archinuè
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