I girotondi infiniti attorno al medesimo centro, seppur in cerchi concentrici di raggio differente, finiscono sempre allo stesso punto: tutti giù per terra. Un momento di respiro prima di ricominciare a turbinare. Ma la stasi è sempre troppo breve perché si sfugga alla vertigine. Croce e delizia degli esseri senzienti. Si ricomincia a ruotare e, poiché l’universo è dominato dal principio di indeterminazione, non resta che lasciarsi andare al moto circolare senza raziocinare troppo, accettando che non si può governare più di una variabile alla volta e sapendo che, nonostante tutto, le cose accadono.
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Colloquium vitae – Max Gazzè
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