Mi capita a volte di avere momenti di particolare lucidità – come minuscole isole che galleggiano in un mare di elucubrazioni – e in queste istantanee illuminazioni vedo le cose come sono, non come io immagino dovrebbero essere e mi rendo conto di quanto sia brava a compensare la noia e l’insoddisfazione impacchettandole in una carta opalescente che copre bene ogni bruttura. Ma, nonostante mi compiaccia di questa dote, il “terrore” è sempre in agguato alle mie spalle e filtra tra le maglie mai abbastanza strette dell’illusione in cui mi sono avvolta per attutire il tintinnio delle mie lacrime. Aver trovato un palliativo non basta a debellare il morbo che mi infesta e la cura non è alla mia portata, benché mi sporga e allunghi le braccia. Sono al perenne inseguimento di qualcosa che si muove freneticamente, che fugge alla velocità della luce, e quando mi pare di essere finalmente riuscita ad afferrarne un lembo, si tratta semplicemente di un’appendice che viene immediatamente recisa ed avvizzisce tra le mie mani, che tornano rapidamente vuote e tremanti.
Listening to:
Invisibile – Cristina Donà
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