Non piove più e la notte odora lievemente d’estate. Sembra quasi come quando da ragazzina dopo cena mi affacciavo al balcone della cucina a guardare le stelle, aspettando che terminasse la scuola e che si ricominciasse ad uscire tutte le sere. Le cicale iniziavano a frinire e il gelsomino in cortile era già punteggiato di piccoli fiori bianchi. Contavo i giorni e nel frattempo, con i compiti che progressivamente diminuivano, moltiplicavo le uscite pomeridiane. Le aspettative per ciò che sarebbe accaduto nei mesi estivi si facevano sempre più numerose e pressanti e il più delle volte erano destinate a restare deluse, ma aveva poca importanza. Allora mi bastava desiderare qualcosa per essere felice, indipendentemente dal fatto che poi riuscissi effettivamente ad ottenerlo, oppure no.
Adesso vorrei far credere di essere di gran lunga meno ingenua, ma in fin dei conti continuo a meravigliarmi di tutto, ad essere ancora un’illusa, a trovare difficoltà nel distinguere la mia fantasia dalla realtà, ad avere la testa tra le nuvole, ad abbattermi per un nonnulla ed esaltarmi per ancora meno. Forse non ho mai smesso di avere sedici anni.
Listening to:
Last Nite – The Strokes
Lascia un commento