Non capisco e non c’è niente che mi renda più nervosa del non avere nessun punto di riferimento razionale. Mi sembra che ogni cosa sia pericolosamente in bilico, che penda da un altezza vertiginosa e che possa precipitare da un momento all’altro. Ma, in verità, forse lo schianto è già avvenuto e io provo a tendere l’orecchio per sentirne l’eco e quando lo sentirò non resterà che una ferita sanguinante difficile da rimarginare e poi, una volta sanata la piaga, una nuova cicatrice ad indurire ancora di più la mia scorza, a togliermi un altro po’ di ingenuità e di idealismo. E un giorno, all’improvviso, mi ritroverò cinica e smaliziata come tutti gli altri e a quel punto sarò come ho sempre cercato di evitare di diventare. Prima o poi mi dovrò arrendere alla vita, visto che governarla è impossibile e tentare di cambiarla è addirittura folle. Quella mattina disgraziata seppellirò Maria, il suo sguardo trasognato, i suoi sogni, le sue illusioni, le sue speranze, la sua purezza e la sua timidezza, e vestirò un nuovo abito, più largo, più comodo, ma che mi donerà di meno.
Listening to:
Ballata per la mia piccola iena – Afterhours
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