
E’ più forte di me; non riesco a smettere. Dopo un paio di minuti, se guardo il parallelepipedo colorato di Tetra Pak, è come se avessi una vera e propria crisi d’astinenza e anche se continuo a ripetermi che non posso finirlo tutto in così poco tempo, alla fine non resisto e me ne verso un nuovo bicchiere. Che mando giù in meno di un secondo. Inizio a chiedermi se il succo di frutta sia addizionato con qualche sostanza stupefacente, perché una volta apertone un cartone, non c’è modo di evitare che lo finisca in meno di un’ora. E non parlo dei mini-brick con la cannuccia, ma di quei mastodonti da due litri che mi fanno penare quando li devo portare dal supermercato fino a “casa”. Il massimo l’ho raggiunto quando ho bevuto un’intera confezione di succo d’ananas in mezz’ora, con una media di un bicchiere ogni cinque minuti. Proprio per questo motivo cerco di evitare di comprarlo più di una volta alla settimana. Non che il succo di frutta sia nocivo, ma ogni cosa, se consumata smodatamente, non fa molto bene. E poi, se lo comprassi tutti i giorni, economicamente sarebbe un salasso. Però, ogni volta che entro in un supermercato faccio davvero fatica a non metterlo nel carrello, anzi, il più delle volte non ci riesco affatto. A questo punto sono certa che si possa parlare di vera e propria dipendenza.
Listening to:
Mrs. Robinson – Simon & Garfunkel
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