Tra l’odore salmastro e i granchi e i paguri che percorrevano le rocce sotto il pelo dell’acqua ho sentito una serenità che mi mancava da tempo e per una volta sono stata ignara dello scorrere inarrestabile dei minuti. Anche perché da quando sono arrivata ho messo da parte l’orologio; non c’è bisogno di correre, non devo incastrare una serie di impegni con abilità pari a quella di un campione di tetris. Posso vivere e guardare il mondo, godere del tramonto e del canto dei passerotti, degli odori di cucina che pervadono l’aria e di spettacoli naturali come quello di oggi pomeriggio. Posso sentirmi al posto giusto anche in un contesto non urbanizzato. Forse solo qui posso sentirmi in armonia con la natura. Forse solo qui posso essere intonata al paesaggio. In qualche strano modo è come se appartenessi a questi luoghi e tutte le mie potenzialità rifiorissero all’ombra di questi alberi, o sotto questo sole, o con le carezze di questa brezza. Sono una persona migliore.
Listening to:
Voci e rumori d’estate, di casa

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