Un giorno venderò i diritti della mia vita, così molta gente potrà vedere soddisfatta la propria bramosia di farsi i fatti miei, e io almeno ci guadagnerò qualcosa. Cosa vi sia, poi, di tanto suggestivo nelle mie vicende personali rimane per me un autentico mistero: non c’è materia da film o da romanzo – credetemi! – e chiunque abbia di meglio da fare nella vita troverebbe l’interessarsi alle mie vicissitudini un’occupazione terribilmente noiosa. Devo con dispiacere dedurne che vi sono soggetti mancanti del tutto di diversivi e pertanto costretti a ripiegare su questa attività per animare le proprie (tarde) serate.
Il lettore più zelante si starà già chiedendo perché mai scriva un blog, se mi infastidisce che gli altri ficchino il naso nei miei affari; ebbene, la risposta è che questa “stanzetta viola” non è un vero e proprio diario, per lo meno non nell’accezione più comune del termine, come si può agevolmente dedurre dal fatto che i riferimenti circostanziati ad accadimenti o persone sono alquanto scarsi, se non addirittura assenti. In verità, ciò che mi irrita è il fatto che vi siano degli individui che visitano questo spazio credendo di trovarvi una cronaca minuziosa della mia esistenza, così da poter carpirmi dei segreti. Mi disturba che alcuni mi ritengano a tal punto incauta e priva di pudore. E che mi stimino tanto scema da non accorgermi del loro passaggio nonostante lascino abbondanti tracce…
Listening to:
The engine driver – The Decemberists
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