Mio padre dice sempre che sono troppo polemica. Vedo e rilancio: sono anche troppo poco indifferente e mi accaloro eccessivamente. Il problema è che certe cose non si possono proprio sentire né vedere e in questi frangenti io – forse per un infantile idealismo – mi sento di dover fare un poco l’avvocato del diavolo.
Premetto che mi spiace per la signora Giovanna Reggiani e che, se verrà accertato che davvero è stato Nicolae Mailat ad aggredirla e gettarla giù nella scarpata, questi dovrà scontare una pena esemplare per il reato commesso. Tuttavia, non posso sopportare le tirate contro gli immigrati rumeni nelle quali si fa di tutta l’erba un fascio. Non esiste un popolo intrinsecamente criminale: è una solenne boiata anche solo pensarlo! E mi stupisco che ancor oggi, alla fine del 2007, ci sia qualcuno pronto ad affermare a gran voce una cosa del genere. Non si è poi molto distanti da Hitler, se si hanno tali convinzioni. A quando un bel genocidio per dare una ripulita al mondo e stare tutti un po’ più tranquilli?
Invece di dire imbecillità, faremmo meglio a chiederci se il fatto che molti immigrati vivano di espedienti e spesso si dedichino ad attività illecite non derivi in gran parte dalle condizioni subumane nelle quali sono costretti a sopravvivere. Qualcuno di voi ieri ha visto durante i servizi televisivi quella sottospecie di baracche nelle quali abitano? Io sì e non ho potuto fare a meno di pormi alcune domande. Com’è che – giustamente, ci mancherebbe! – abbiamo tanta pietà per i cani randagi o abbandonati, ma abbiamo smesso di provarla per gli esseri umani? Perché siamo indulgenti con un ricco che commette reati finanziari per appagare la propria voglia di superfluo e non abbiamo neppure un briciolo di misericordia per chi tenta di pulirci il vetro al semaforo e si arrabatta per procacciarsi un pasto? Perché ci infastidiamo per la presenza di spacciatori e prostitute e non ci chiediamo mai chi siano i loro clienti? E potrei andare avanti a lungo…
La miseria può annebbiare e rendere privi di valori, perfino feroci. Questo non significa che le colpe, quando accertate, debbano essere rimesse – la legge o è per tutti o non è – ma forse sarebbe opportuno fare un po’ di prevenzione, invece che piangere sempre sul latte versato e ricorrere alla violenza ritorsiva e alle espulsioni. Occorrerebbe essere più solidali coi nostri simili, per scongiurare l’emarginazione e combattere il degrado economico e morale. Qualcuno, all’alba della Seconda guerra mondiale, scrisse: “Hunger allows no choice / To the citizen or the police; / We must love one another or die.” Sarebbe il caso che ce ne ricordassimo tutti quotidianamente.
Listening to:
Maybe you’ve been brainwashed too – New Radicals
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