In nero

Oggi la città berrà il suo lutto in un unico bicchiere. Lo manderà giù tutto d’un fiato come i bambini fanno con le medicine sgradite: proverà un po’ di disgusto, ma in breve ogni cosa sarà passata. E quelli che siedono sulle poltrone che contano si sentiranno la coscienza a posto. Nonostante il lutto sia stato tenuto a bagnomaria per un intero weekend, perché non disturbasse gli acquisti del primo fine settimana pre-natalizio, perché non rovinasse il ponte a quanti magari avevano pensato di approfittarne e venire a Torino a vedere le luci d’artista. C’è anche chi contesta che in realtà non c’è nulla di strano in tutto questo, perché il lutto cittadino sarà oggi. Curioso, non mi risulta che quando muore qualcuno i parenti aspettino il giorno delle esequie per mostrarsi affranti. E che prima si diano alle feste ed alle gozzoviglie. Se dovevano esserci manifestazioni di cordoglio, esse dovevano essere immediate e spontanee, per dimostrare sincera partecipazione e non conformità alla prammatica.
E sempre in ossequio alla prammatica (e con un occhio alle ricadute d’immagine), Unicredit si è sentita in dovere di aprire una sottoscrizione in favore dei familiari delle vittime. Era un’occasione di pubblicità a bassissimo costo sulla quale sarebbe stato stupido non avventarsi. Chissà quante volte l’istituto di credito in questione ha rifiutato un prestito o un mutuo ad operai omologhi a quelli defunti e chissà quanti altri operai, che invece il prestito o il mutuo l’hanno ottenuto, stanno precariamente a galla per l’onerosità delle rate e degli interessi da corrispondere. Ma ecco che adesso spuntano questa attenzione e questa partecipazione nuove di zecca. Quelli della Sanpaolo, la banca torinese per antonomasia, saranno rimasti con un palmo di naso vedendosi soffiare la preda.

Adesso per qualche giorno si continuerà a battersi il petto e poi, rapidamente, tutto questo scemerà. ThyssenKrupp probabilmente lascerà Torino, ma ci saranno altre fabbriche e boite nelle quali si lavorerà privi di qualunque standard di sicurezza. E si aspetterà una nuova tragedia per tornare a parlarne.

5 risposte a “In nero”

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    Anonimo

    piacere d’incrociare queste riflessioniabbracci dalla provincia denuclearizzatav.

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    Anonimo

    A volte le coincidenze in rete sono davvero agghiaccianti. Come questo comunicato (http://www.acciaiterni.it/index_2.asp?mnPr=news&mnSiNu=Ultime&mnBl=news&mnGr=gen&newsApri=antincendio)che fa bella mostra di se sul sito della Thyssenkrupp e dopo tutto quello che è successo lascia veramente senza parole…

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    Anonimo

    Non consola di nulla, ma ti ringrazio di averne parlato. E’ umiliante che discorsi di questo tenore siano così rari.

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    Anonimo

    Rosso Malpelo, davvero…

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  5. Avatar umanatroppoumana
    umanatroppoumana

    Avvilisce pensare che in nome della logica del profitto si possa sacrificare la sicurezza dei lavoratori e che nessuno dica nulla. Perché alla fine Confinfindustria ha sempre ragione e non si fa problemi a ricattare il governo di turno e a minacciare delocalizzazioni, pur di non aumentare le spese di gestione e manutenzione degli impianti…

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