E’ molto probabile che in Aprile decida di andare a buttare via il mio voto. L’idea di segnare la croce sul simbolo del PD non mi solletica per niente: mi sembra un voto estorto e, sinceramente, mi sono stufata di andare alle urne a dare la mia preferenza ob torto collo a un partito le cui linee non condivido, solo per evitare un altro quinquennio di berlusconismo. Veltroni, del resto, altri non è che l’omologo del Cavaliere dall’altra parte della barricata: altrettanto presenzialista, altrettanto populista, altrettanto presuntuoso. Sarà un voto sprecato, ma sarà il voto che voglio.
Mi sto convincendo sempre più che non si debba andare a votare solo come se fosse un oneroso dovere civico e morale, bensì che il voto debba in qualche maniera gratificare l’elettore che deve pensare così facendo di stare partecipando al processo democratico. Io voglio votare per dire qual è la visione che ho di come dovrebbero andare le cose e vorrei votare ‘per’ qualcuno, non sempre e solo ‘contro’ qualcun altro.
Listening to:
Morte di un poeta – Modena City Ramblers
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