E sono venticinque, già, venticinque.
Mi sembra impossibile.
Santo cielo, venticinque!
Continua a ripetermelo nella speranza di convincermene, ma fino a ora non sta funzionando. Fossi un uomo, ci riderei su; ma sono una donna, sfortunatamente, e, quel che è peggio, leggo le riviste di moda. Quindi so che da oggi il mio derma produrrà meno collagene. Che le mie guance si svuoteranno poco a poco. Che la pelle inizierà a cedere lentamente e a diventare flaccida. Se avessi saputo che i venticinque anni arrivano così in fretta, avrei passato l’adolescenza seminuda per mostrare il mio corpicino – che, a dispetto di quanto credessi allora, non era poi così tanto da buttare – quando poteva ancora essere esibito, invece di seppellirmi sotto strati su strati di roba. Non sono andata in giro in minigonna quando avrei potuto e adesso non potrò più, a meno di non voler sembrare ridicola, ovviamente…
Sono in crisi di mezza età. Se penso al futuro, le uniche immagini che vedo sono rotolini di ciccia attorno al punto vita e cellulite sulle ginocchia. Del resto, si sa, dopo i venticinque il metabolismo rallenta e la circolazione peggiora: conviene che mi rassegni.
Contro ogni mio principio, posto una foto. Potrebbe essere una delle ultime in cui sono ancora presentabile. Ecco, è così che vorrei essere ricordata:
Listening to:
The happy birthday song – Andrew Bird

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