è un compito penoso, anzi, uno strazio…”
Stamattina ho avuto un’illuminazione, proprio mentre mi lavavo i capelli, perché si sa che le illuminazioni arrivano all’improvviso, nei momenti più inattesi. Facebook mi piace. Ho deciso.
Dopo un anno e mezzo in cui il mio profilo è rimasto lì a languire in quasi solitudine, da qualche mese a questa parte un sacco di amici e conoscenti sono spuntati come funghi a popolare con i loro avatar la finestrella della mia friend list. Adoro quelle immaginette quadrate che si aggiungono l’una all’altra e compongono l’eccentrico puzzle della mia vita. Mi piace vedere accanto persone che in alcuni casi non si sono nemmeno mai conosciute, ma che hanno o hanno avuto tutte un posto nel tortuoso percorso del mio destino e stanno bene vicine, anche se loro non lo sanno. E sono felice che la stragrande maggioranza delle persone mi abbia aggiunta arbitrariamente, mentre in parecchi casi io mi ero guardata bene dal farlo, incerta circa la reazione che avrei provocato con la mia richiesta.
Ritrovare molti degli amici ai quali anni fa mi sono aggrappata per non affondare in mezzo ai marosi dell’adolescenza e scoprire che mi hanno voluta nella loro lista nonostante gli anni passati senza vedersi e che probabilmente sentono per me la stessa nostalgia che sento per loro; basterebbe questo a farmi dire che Facebook mi piace. Come ho fatto a non accorgermene prima? Mi fa sentire riconciliata con il passato e mi fa vedere una continuità con il presente della quale non mi ero mai accorta.
Mi spiace solo che ci sia ancora qualche tassello mancante e qualcuno che non troverò mai. Ma dovrò rassegnarmi a questi buchi che non saranno riempiti. Sarebbe chiedere troppo e aspirare ad un’armonia della quale mi rendo conto di non essere meritevole.
Listening to:
L’amore trasparente – Ivano Fossati
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