La crisi economica, i tagli dei precari nell’amministrazione pubblica, lo smantellamento di scuola e sanità e l’introduzione di norme sfacciatamente razziste faranno una vittima politica eccellente: il PD e, in particolare, il suo líder máximo Walter Veltroni.
I prodromi del suo inabissamento nella marmaglia dei politici marginali sono già ravvisabili nel fatto che – l’ho sentito con le mie orecchie – anche veltroniani inossidabili inizino ad avanzare delle critiche per nulla superficiali al suo modo di fare opposizione, giudicato troppo morbido e quindi inconcludente e, quel che è peggio, del tutto irrilevante.
Non c’è il marchio PD su nessuna protesta, corteo, manifestazione. Il Partito Democratico difende il suo ruolo di opposizione in Parlamento. Peccato, però, che questo venga costantemente bypassato dalla maggioranza a colpi di decreti legge. E peccato anche che le notizie prima o poi vengano a galla e che si scopra, per esempio, che il PD non s’era accorto (o non aveva voluto accorgersi) della norma salva-Geronzi contenuta nel decreto Alitalia. Intanto D’Alema si frega le mani e prepara la sua grande rentrée a capo del gregge della “sinistra” democratica.
Per il momento, l’unica cosa chiara è che sembra proprio aver ragione chi chiama il partito nato dalle ceneri di DS e Margherita “PD senza L”. Gli italiani, a volte meno ingenui di quanto si pensi, si sono accorti di questa sostanziale identità tra maggioranza e opposizione, e tra la copia (Veltroni) e l’originale (Berlusconi) preferiscono l’originale. Dal canto loro, quelli che sono sempre stati di sinistra e che non amano l’originale, ma si erano lasciati abbindolare dalla copia facendo finta di non notare le somiglianze, iniziano a dubitare dell’esperimento che era stato annunciato come la più grande conquista della democrazia nel nostro Paese, perché si guardano attorno e vedono che ci sarebbero tutte le ragioni per fare una rivoluzione e, invece, il loro leader insiste nello smorzare i toni e dire che è aperto al dialogo. E l’unica cosa concreta che ha fatto da quando è stato eletto segretario del PD è stata creare una televisione…
Nessuno dice nulla sul fatto che i soldi che saranno messi a disposizione per salvare le banche verranno sottratti alla spesa pubblica. Nessuno dice nulla sulle classi differenziate per i bambini stranieri (leggi rumeni, africani, albanesi e cinesi, perché scommettiamo che, per esempio, un bambino inglese o francese, se anche non sapesse una sola parola d’italiano, non ci finirebbe?). Nessuno dice che la distruzione della scuola pubblica è un modo subdolo per favorire quella privata. Nessuno. Il Parlamento ha un unico colore. E che non mi si venga a dire che c’è un’opposizione. Odio doverlo scrivere, ma io l’avevo detto…
Listening to:
Libertango – Astor Piazzolla
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